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Regionarie M5S, voto e proteste. E gli esclusi già fanno ricorso

Caos per votare sulla piattaforma Rousseau, proteste degli iscritti per alcune esclusioni e ricorsi legali già pronti: ecco il primo turno delle regionarie del M5S. Innanzitutto nessuna grande sorpresa. I dieci più votati sono stati, da ordine alfabetico dato dal Blog di Girllo, la neuropischiatra (vicina a Virginia Raggi) Maria Grazia Altibrandi, i consiglieri regionali Davide Barillari, Silvia Blasi, Valentina Corrado, Silvana Denicolò, la frusinate Paola Indigeno, la parlamentare Roberta Lombardi, il reatino  Emanuele Loreti e gli altri consiglieri uscenti Gaia Pernarella e David Porrello. Ha deciso di saltare un giro, puntando sembra in un posto al Senato, Gianluca Perilli (che appoggia Lombardi).
Entro oggi alle 13 dovrà farsi avanti chi punta al posto di governatore (un altro requisito necessario è quello di avere già svolto un mandato elettivo). Giovedì è in programma il secondo turno tra i candidati alla carica di governatore. Che, salvo colpi di scena assai improbabili, saranno Lombardi, Corrado, Barillari. Sabato la proclamazione a Marino con Beppe Grillo: la busta sarà aperta dal notaio Valerio Tacchini, già protagonista a Rimini dell'incoronazione di Luigi Di Maio.

I consiglieri regionali che rinunceranno alla carica di aspirante governatore faranno convergere i loro voti sugli altri tre. Al momento gli schieramenti in campo sono questi: Corrado punta sull'alleanza con Pernarella e Blasi. Lombardi ha dalla sua Porrello. Denicolò di sicuro non voterà e farà votare Barillari.

In nove ore - dalle 10 alle 19 - gli iscritti al M5S del Lazio hanno potuto scegliere i propri candidati. Più di ottocento quelli in corsa in tutta la regione, 583 solo nella Capitale. Il blog di Grillo ha ospitato tante critiche dei militanti. E qualcuno sostiene che le difficoltà favorirebbero i «candidati famosi».

I TEMPI
«Vorrei vedere i candidati e il cv. Rousseau mi manda di corsa alle votazioni. Io voglio prima studiare per bene chi sono i candidati, come si fa?» scrive un utente del blog. Un altro espande il concetto: «Devo scegliere 3 candidati tra più di 500 in poche ore, è come tirare i dadi». Altri, ancora hanno sottolineato come tra gli aspiranti portavoce ce ne fossero alcuni incompatibili, cioè che già si sono presentati alle elezioni con altri partiti dopo il 2009.
Non solo, anche questa votazione rischia di finire in tribunale. L'avvocato Lorenzo Borrè spiega che il diritto di candidarsi è stato precluso ad alcuni militanti sospesi e poi reintegrati dai giudici. Per i ricorsi è questione di ore. Anche questa volta. Non solo: monta la protesta di chi è stato fatto fuori perché reduce da un'altra esperienza politica, anche se tra i votati ci sono uomini e donne che si sono presentati con altri partiti alle elezioni dopo il 2009.

LA CAPITALE
A Roma ci sono state 583 candidature, di cui 488 uomini (84%). La più giovane ha 19 anni, il più anziano 75.

L'età media degli aspiranti consiglieri è di 48 anni. Il 33% dei grillini in corsa è dipendente pubblico. Nella lista dei romani più votati c'è la sorella di Marcello De Vito, presidente del consiglio comunale e fedelissimo della Lombardi. Francesca De Vito ha rimediato 207 web preferenze. Buon piazzamento anche per Marco Agostini (128) storico militante pentastellato per un periodo anche in predicato di diventare capo di gabinetto della sindaca Raggi. In corsa anche Francesco Tieri, segretario regionale delle associazioni islamiche.