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Sindaci, la sconfitta di M5S: torna il duello fra destra e sinistra

Brutta battuta d'arresto per i Cinquestelle. La prima della loro breve storia che li aveva visti sempre in crescita. Il Movimento di Beppe Grillo, in base ai dati provvisori, è fuori da tutti i ballottaggi nelle città maggiori chiamate al voto. Vanno alla grande invece le coalizioni di centrosinistra e centrodestra riesumate per l'occasione, dopo mesi e mesi di lotta senza quartiere tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani e tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Il bipolarismo vecchia maniera, a sorpresa, torna in gran spolvero.

Elezioni, insomma, di segno molto diverso rispetto a quelle dell'anno scorso, quando i Pentastellati si portarono a casa Roma e Torino e il Pd ne uscì a pezzi. O quasi. In forte calo l'affluenza: i votanti sono stati il 60%, quasi sette punti in meno rispetto al 2012.

LA BATOSTA LIGURE
I riflettori erano puntati su Genova, la città più importante al voto insieme a Palermo. La città di Grillo. Ebbene, i dati parziali certificano ciò che temeva il leader cinquestelle: al ballottaggio andranno il candidato del centrodestra Marco Bucci (manager con simpatie leghiste) e, un paio di punti indietro in un Comune storicamente di sinistra, il candidato del centrosinistra Gianni Crivello (vicino a Sel e Mdp). Fuori i grillini. Anche perché alle urne si sono presentati in tre: quello certificato da Grillo, Luca Pirondini, la scomunicata Marika Cassimatis, e il consigliere comunale Paolo Putti. Com'era previsto e prevedibile la lotta fratricida non ha pagato.

Altri dolori per Grillo arrivano da Parma e da Palermo. Nella città emiliana al ballottaggio andranno il sindaco uscente Federico Pizzarotti, cacciato dal Movimento poco più di un anno fa per scarsa fedeltà all'ortodossia pentastellata. E il candidato del centrosinistra Paolo Scarpa che nella vita fa l'ingegnere e alle primarie stracciò il rappresentante del Pd, Dario Costi. Fuori, la leghista Laura Cavandoli e il grillino ortodosso Daniele Ghirarduzzi che avrebbe rastrellato meno del 4% dei voti.

Nella capitale siciliana al sindaco uscente Leoluca Orlando, sostenuto da tutto il centrosinistra (ma il Pd ha dovuto rinunciare al proprio simbolo) riesce il gran colpo: in base ai dati provvisori è al 42%, percentuale che in base alle regole siciliane dà diritto all'elezione diretta. Secondo il candidato di centrodestra (ex Pd) Federico Ferrandelli, finito sotto inchiesta per voto di scambio politico-mafioso e sponsorizzato dal redivivo Totò Cuffaro. Niente da fare per il grillino Ugo Forello, salito agli onori delle cronache per l'imbarazzante registrazione relativa alla gestione dell'associazione Addiopizzo.

Buone notizie per Matteo Renzi da L'Aquila. Qui il suo candidato, il commercialista Americo Di Benedetto (regista della riedificazione post terremoto) sostenuto anche da Pierluigi Bersani, è poco sotto il 50%. E sfiderà al ballottaggio l'impiegato pubblico Pierluigi Biondi (36%), appoggiato dall'intatto centrodestra. Il cinquestelle Fabrizio Righetti, ingegnere Civile, non sarebbe andato oltre il 5%.

Schema quasi identico a Catanzaro e a Verona. Nel capoluogo calabrese al ballottaggio andranno per il centrodestra il sindaco uscente Sergio Abramo e il candidato ufficiale del centrosinistra Vincenzo Antonio Ciconte, su cui è piovuta un'accusa di peculato. Terzo per un soffio il giurista Nicola Fiorita, leader di Cambiavento (lista di Libera, l'associazione anti-mafia). Fuori anche a Catanzaro i Cinquestelle che avevano puntato su Bianca Laura Granato, insegnante. A Verona i supplementari del 25 giugno saranno giocati da Federico Sboarina (leghista schierato con centrodestra). Per l'altro posto, nella notte testa a testa tra Orietta Salemi (centrosinistra) e Patrizia Bisinella, senatrice e moglie del sindaco uscente Flavio Tosi. Il grillino Alessandro Gennari sotto il 10%.

IL CAOS TARANTINO
Nessuna indicazione precisa dai dati parziali invece per Taranto, balcanizzata da 12 aspiranti sindaco. In testa è il centrodestra con Stefania Baldassarri, direttrice del carcere. A seguire: Rinaldo Melucci (centrosinistra) e il grillino Francesco Nevoli. A Mario Cito (figlio del ras locale Giancarlo) non è bastato il nome. Anche a Padova, Monza e Lecce sfida al ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra. Nella provincia di Roma invece i grillini vanno al ballottaggio nelle popolose Guidonia e Ardea.

C'è da capire quanto abbia pesato sull'esclusione dei Cinquestelle dai ballottaggi di peso il triste epilogo del patto sulla legge elettorale. Di sicuro il risultato fa felici sia Renzi che Berlusconi. E il ritorno all'antico bipolarismo rilancia lo schema della coalizione, sia a destra che a sinistra.

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