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Tavolo per la Capitale, Calenda: «La Raggi impari a spendere». M5S: «Falso»

Lo scontro ormai è detonato e si combatte con accuse incrociate di «sciovinismo» ma anche più prosaicamente di «fuffa». Certo è che il ministro Carlo Calenda tiene il punto sui rimproveri a Virginia Raggi e continua a chiedere che il Campidoglio batta un colpo per far ingranare il Tavolo anti-declino per Roma. La sindaca, stavolta, manda avanti i suoi e dal M5S parte una batteria di dichiarazioni con lo stesso spartito: Calenda, è l'accusa, la butta «in confusione», soprattutto non mette sul piatto fondi che alle malconce casse del Comune di Roma farebbero comodo. Sotto la ridda di addebiti e recriminazioni, intanto il Tavolo qualche frutto lo comincia a dare. Per modello sul commercio della Capitale: nonostante le polemiche tra i rispettivi titolari, ministero dello Sviluppo e Campidoglio collaboreranno per disincagliare il pantano della burocrazia romana, con una task-force per sbloccare oltre 800 pratiche sul malcostume del «tavolino selvaggio» (cioè i dehors illegali che invadono il cuore di Roma) e un pattuglione interforze passerà al setaccio pizzerie e ristoranti in odore di abusi. Obiettivo: velocizzare l'iter delle sanzioni. I fondi: 14 milioni di euro finanzieranno la rete di semafori intelligenti in 14 direttrici della Città eterna (dall'area intorno alla stazione Termini all'Ostiense), altri 8 milioni pagheranno l'installazione di 50 varchi elettronici per controllare gli accessi in centro storico, 20 milioni serviranno a costruire 7 nodi di scambio tra trasporti pubblici e privati e si punta a consolidare l'offerta culturale puntando sui gioielli archeologici di Roma, esaltando con la tecnologia la «realtà aumentata» del Foro romano e dei Fori imperiali.