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Roma, manovra “ingessata”: nel bilancio entrate giù per 27...

Con lo stop al confronto Tv con Matteo Renzi, che aveva chiesto lui stesso, Luigi Di Maio capitalizza subito in chiave nazionale il risultato siciliano disconoscendo la leadership e soprattutto la premiership del segretario Pd. Una mossa squisitamente politica, che sembra quasi studiata, a riprova del cambio di pelle del Movimento Cinque Stelle. «Il nostro competitor - afferma Di Maio - non è più Renzi o il Pd. Mi confronterò con la persona che sarà indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione». Dietro quella che gli avversari leggeranno come una straordinaria prova di arroganza o di estrema viltà c'è l'aria di festa grande che tira tra i Cinque Stelle, da Palermo a Roma, da Milano a Genova, gli assi nevralgici del M5S.