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Un anno di Governo Gentiloni: la pagella dalle banche ai...

Si è conclusa oggi al tribunale di Napoli l’ultima udienza sul caso dei 23 attivisti Cinque Stelle su 36 che erano stati espulsi dal Movimento a febbraio 2016 con l’accusa di aver tentato di manipolare l’esito dei meetup per la scelta del candidato sindaco nel capoluogo partenopeo istituendo un gruppo segreto su Facebook. È fallito il tentativo di accordo con 15 militanti, rappresentati dall’avvocato Francesco Albero, che avevano provato a trattare per il reintegro: il M5S aveva chiesto in cambio la firma di una «clausola di riservatezza», che è stata respinta. Tutti e 23, dunque (gli altri sono assistiti dall’avvocato Lorenzo Borrè), attenderanno il responso del giudice civile Nicola Graziano, che nel giro di tre mesi dovrebbe pronunciarsi sulla validità del regolamento del 2014 e del “non statuto” sulla base dei quali sono avvenute le espulsioni.