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Lega e M5S, le “sintonie” con Trump e con Putin

È solo un preconcetto quello che ritiene gli americani spesso un po' superficiali rispetto alla politica italiana, specie dopo la scomparsa dei comunisti. È del 2008, esattamente dieci anni fa (era il 4 aprile), l'convegno che Beppe Grillo ebbe a Villa Taverna con Ronald Spogli, allora ambasciatore Usa con un italiano perfetto - un'eliminazione per i rappresentanti della Casa Bianca - molto attivo sulla scena politica interna, e uso a polemiche con l'allora governo Prodi. Spogli mandò a Condoleezza Rice, segretario di stato di Bush jr., un lungo cablo in cui Grillo veniva definito un «interlocutore credibile» nella comprensione del sistema politico italiano, perché paladino nella denuncia della corruzione della vita, anche se destava sospetti per il sospetto di “luddismo” (concetto ormai ai limiti dell'espulsione dai sussidiari).