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Taglio ai vitalizi? L’unica bandiera M5S che può restare a…

Se qualcuno si chiede perché il M5S insista tanto sul taglio dei 2.600 vitalizi agli ex parlamentari, arroccandosi negli Uffici di presidenza di Camera e Senato come in un fortino, deve guardare al futuro: quella dell’ascia sui costi del palazzo è pressoché l’unica bandiera del Movimento delle origini che potrà essere sventolata e cavalcata se i Cinque Stelle arriveranno a Palazzo Chigi. Tutte le altre, a partire dal ricavo di cittadinanza, dovranno essere ammainate: trattate, riviste, se non addirittura abbandonate. In nome della realpolitik e soprattutto della tenuta dei conti pubblici.

I pentastellati hanno bisogno della battaglia contro gli sprechi della “casta” come sollievo essenziale al veleno della realtà. È la loro carta jolly, che può tornare utilissima anche nello scenario di un rapido ritorno al voto, se lo stallo di questi giorni dovesse protrarsi per mesi. È il trait d’union da campagna elettorale permanente tra il vecchio Movimento di piazza, quello di Grillo che tuonava contro i parlamentari «abbarbicati come cozze ai loro privilegi» (anno 2011), e il nuovo Movimento di governo, quello di Casaleggio e di Di Maio, che dialogano con le lobby e con gli investitori, con il Vaticano e con le cancellerie europee.