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Di Battista: «Contro la corruzione agenti provocatori»

Genova - «Contro la corruzione ci vogliono agenti provocatori che portino mazzette ai politici per arrestarli». È una delle proposte che scaldano di più la piazza di Busalla, nell’ intervento di questa mattina di Alessandro Di Battista.

Il parlamentare grillino sta girando la Liguria sul suo camper. Ieri era a Sarzana, poi sarà a Cairo Montenotte. Sul palco con lui è salito il candidato del M5S al collegio del Senato Mattia Crucioli.

«Con Beppe ho parlato due giorni fa. Mi ha confermato che ora intende dedicarsi al suo lavoro. Ma resta il nostro garante, il Movimento per lui come per me è una seconda pelle. Ed è contento che il M5S cammini sulle sue gambe».

«Tornerò alla mia vita, allo studio della politica internazionale. E viaggerò».

«Ho un’idea: scendere l’America... da San Francisco a Ushuaya».

Ora, però, si trova in giro per l’Italia e alle prese con le polemiche continue sulle candidature del M5S, dal caso Dessì alle accuse di ex colleghi deputati che sostengono abbiate imbarcato tanti riciclati.

«Mah, anche io votavo altro, prima che esistesse il M5S. Sul caso Dessì confermo che è necessario un approfondimento e il Movimento lo farà. Ma non posso non rilevare come i candidati nostri siano sotto osservazione continua, anche se tutti incensurati. Mentre in altri partiti si candidano condannati, corruttori, persone sotto processo. E neppure uno alza il sopracciglio».

Tra l’altro a Genova rischiate un altro ricorso sul simbolo e la nuova associazione.

«Non metto bocca su queste cose, le questioni legali le lascio ad altri, il mio compito è illustrare il programma del Movimento alla gente».

«Sventurato il paese che si accontenta di bonus e mancette al posto dei diritti. Quello di Renzi è un modo di anestetizzare la popolazione. In Italia c’è un grosso problema per la genitorialità, il congedo parentale è risibile, non c’è alcun sostegno ai genitori, mancano gli asili, le spese sono incredibilmente alte. Su questo intendiamo agire, altro che bonus».

«Certo. Vogliamo il ripristino per le aziende sopra i 15 dipendenti. Non era certo quello il freno all’economia, ma la burocrazia e le tasse».

«Certo. Il nostro programma energetico prevede l’uscita da petrolio e carbone entro il 2050. Non c’è solo la questione ambientale, ci sono evidenze di mortalità, malattie, aumenti dei tumori. L’obiezione è sui posti di lavoro, ma bisogna dirlo che un miliardo di investimenti sulle rinnovabili genera 18 mila nuovi posti, la stessa cifra sulle fonti fossili appena 500».

«In questo momento gli uomini politici hanno il dovere di tacere, per una tragedia umana. Chi parla pensa solo al tornaconto elettorale».