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Governo, iniziano le consultazioni. M5S e Lega vicini ma “paralleli”

Roma - Su binari vicini ma paralleli, in direzione Colle. Le feste di Pasqua non hanno avvicinato né allontanano Lega e M5S, i due grandi protagonisti di un accordo di governo che appare ancora difficile, ma non impossibile.

Matteo Salvini e Luigi Di Maio non hanno fatto un passo indietro nè avanti dalle loro posizioni sebbene, nelle ultime ore, i due leader sembrano esser tornati a porre l’accento innanzitutto sui programmi, unico terreno di un potenziale convegno. L’convegno tra i due leader, invece, non sembra si possa concretizzare a stretto giro. Quasi impossibile - anche per questioni logistiche - che il vertice Di Maio-Salvini si tenga nei prossimi giorni.

Giovedì i due saranno a Roma ma organizzare un colloquio dal sapore dell’intesa nel giorno in cui saliranno al Quirinale significherebbe documentare un’accelerazione nel dialogo che al momento non appare all’orizzonte. Possibile, a questo punto, che il vertice slitti a dopo il primo giro di consultazioni, magari anche alla settimana prossima.

Sui programmi, invece, qualche cosa sembra muoversi. Nel giorno di Pasquetta Salvini ha raccolto l’invito di Confindustria Russa e promette che, una volta al governo, eliminerà «le assurde sanzioni» contro Mosca, che «stanno causando un danno incalcolabile all’economia italiana». Punto che vede il M5S sostanzialmente d’accordo sebbene su posizioni di maggior equilibrio tra Ue e Russia.

Sul fronte anti terrorismo e migranti il blog del M5S ha lanciato, con un post della candidata ministro dell’Interno Paola Giannetakis, la proposta di rivedere le misure in Italia. «Il terrorismo home-grown è un fenomeno ancora sommerso, quindi è ragionevole prevedere una sua crescita e non una scomparsa», ha scritto Giannetakis soffermandosi sulla necessità di mettere in campo procedure di identificazione veloci per i migranti. «I dispositivi adottati fin qui a breve non riusciranno a rispondere con la stessa efficacia», è la tesi con cui il M5S si allontana dalla linea Minniti facendo un passo verso la Lega.

Il M5S rimane fermo, invece, sulla volontà di non trattare con Silvio Berlusconi. Di Maio, pur avendo negli ultimi giorni smussato la forma del suo ragionamento, non si allontana da un principio ribadito anche nel saluto di Pasqua ai suoi elettori: «la sfida più importante è formare un governo rispettando la volontà popolare. Non si fanno passi indietro».

Nelle prossime quarantotto ore, dunque, si chiariranno meglio le strategie, ammesso che ve ne siano di fronte a un risultato elettorale che non ha sancito maggioranze chiare e definitive per neppure uno, dei leader, delle loro aspettative (o ambizioni), degli impegni che la varie forze politiche sapranno assumersi dinanzi al capo dello Stato nell’interesse primario del Paese. Da settimane ormai si ripete che i tempi per la formazione di un nuovo esecutivo saranno più lunghi del solito.