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M5S, i grillini di Taormina: "No a Cancelleri candidato presidente della Regione nel 2022" :ilSicilia.it

Giancarlo Cancelleri si ricandida alla presidenza della Regione Siciliana per le elezioni del 2022 ma l’annuncio del terzo tentativo di scalata a Palazzo d’Orleans suscita i primi malumori tra i grillini. A bocciare la nomination dell’attuale viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, sconfitto nel 2012 da Rosario Crocetta e nel 2017 da Nello Musumeci, è la componente di Taormina del Movimento Cinque Stelle, attraverso la voce di Rosario Puglia, esponente della “prima ora” del M5S in Sicilia (già candidato sindaco, a sua volta, nella Perla dello Ionio nel 2013).

“Per fortuna questo weekend si sono tenuti gli Stati Generali del M5S – ha affermato Puglia -. Non è possibile che dopo aver passato 10 anni dicendo che la politica non deve trasformarsi in un lavoro fisso, adesso Cancelleri si riproponga e si prenoti nuovamente, dopo aver fallito due volte per la candidatura a presidente della Regione”.

“Ho partecipato ai tre incontri siciliani per formare un documento da portare a Roma, – aggiunge Puglia – la totalità degli attivisti erano tutti uniti nel condividere il punto essenziale che il vincolo dei due mandati non bisogna modificarlo. Ok a trasformare il M5S in partito, ma certi principi non possono essere messi da parte. E sinceramente Cancelleri per la terza volta.. no”. Puglia non fa mistero delle sue forti perplessità: “Soprattutto se adotteranno la coalizione tra partiti ed una fantomatica “lista Cancelleri Presidente”.

Puglia, che – potrebbe rappresentare uno dei volti emergenti nell’ambito del rinnovamento della compagine del Movimento Cinque Stelle  in vista delle prossime tornate elettorali -, si dice convinto che “da qui al 2022 si potrà specificare il candidato giusto alla presidenza, una persona preparata” e “in grado di competere per governare nel miglior modo possibile la Sicilia”. Intanto auspica che “la politica non diventi posto fisso”. “Non è soltanto quello che penso io, questa è l’idea che gli attivisti siciliani hanno espresso in questo mese di discussioni e ciò che è uscito fuori degli Stati Generali conclusi ieri”.