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DALLA CINA/ Lao Xi: il proporzionale M5s-Pd consegna l’Italia al caos

Il governo Conte 2 ottiene la fiducia al Senato con 169 sì, 133 no e 5 astenuti. Ora M5s e Pd intendono affrettare sulla riforma del sistema elettorale

Ormai è praticamente cosa fatta: l’Italia ritorna al proporzionale, proclamano i giornali, quasi che si trattasse di un’età dell’oro da cui il paese si è allontanato per dabbenaggine senile. Si vuole dire che ai tempi belli, quelli della Dc, il sistema di voto era proporzionale, con una correzione minima, e ora con il ritorno a quei tempi anche i momenti belli torneranno. Ma non è così, e non solo perché le età dell’oro non ritornano, ma perché quel proporzionale formale si basava su una legge informale, che bloccava i due estremi, di destra e sinistra, dell’arco parlamentare. Il Pci e il Msi non potevano partecipare al governo. Il congelamento di fatto di un terzo dei voti e la centralità della Dc mediante il suo rapporto stretto con la Chiesa bloccava al governo un altro terzo dei voti. L’altro terzo fluttuava, convergendo alla fine comunque intorno alla Dc.