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Crisi Governo, Salvini disinnesca asse Pd-M5s/ Taglio parlamentari-Elezioni: le tappe

«Non si disturbino i poveri parlamentari a Ferragosto, sia mai…», inizia così l’incendiario discorso in Senato di Matteo Salvini prima del voto sul calendario della crisi di Governo. «Cosa c’è di più bello di voler dare la parola al popolo; capisco Renzi, fossi in lui mi agiterei nella medesima maniera come fa allora, lui piuttosto che mollare la poltrona sta qui col vinavil sulla poltrona per non andare alle urne», continua il leader della Lega che poi cala l’asso improvviso «Ho sentito l’amico e collega Luigi Di Maio ribadire di voler tagliare i parlamentari e poi andare subito al voto: io rilancio, anticipiamo questa riforma e poi elezioni. Chiudiamo in bellezza, noi ci siamo per tagliare quei seggi: affare fatto. Mio mandato non lo rimetto a Renzi ma solo agli italiani». La Lega chiede dunque di anticipare la mozione sul taglio dei Parlamentari per “lasciare con il cerino in mano” il Pd che era pronto al Governo di transizione con il M5s proprio sul taglio dei parlamentari. Non solo, annuncia di non voler ritirare i Ministri della Lega anche perché dopo quest’annuncio Salvini di fatto non fa cadere il Governo fino a che non vi sarà il taglio dei parlamentari richiesto dal Movimento 5 Stelle (cui dunque spetterà la replica per capire come calendarizzare la crisi, ndr). «Non si è mai visto un fascista che vuole dare la parola al popolo per andare alle Elezioni, mettetevi d’accordo tra di voi: tutte le imprese e gli imprenditori di questo Paese ci chiedono di andare al voto subito, “meglio il voto invece che accordicchi improduttivi’. Faccio appello a quest’aula, possiamo avere posizioni diverse e potete rimproverare tantissimo a me visto che faccio tantissimi errori: mai paura di ascoltare la gente, questa è l’unica cosa che vale», continua Salvini tra ali di insulti e “buffone” dai banchi del Pd. In chiusura ecco l’affondo del vicepremier leghista, «capisco la disperazione di chi fa guerra al suo partito, ma così Renzi ha la coscienza sporca e ha paura del voto degli italiani. Chi non vuole le Elezioni è perché ha paura di dare la parola agli italiani».