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Pugni e Dagnino (M5s): «Al lavoro per ricompattare il Movimento a livello locale»

«In qualità di (nuovi) consiglieri eletti nelle file del Movimento 5 Stelle a Piacenza – affermano in un comunicato Andrea Pugni e Sergio Dagnino - abbiamo concordato di aspettare qualche tempo prima di fare dichiarazioni alla stampa, a meno di venire espressamente interrogati, limitandoci (si fa per dire) a segnalare le problematiche dei cittadini in qualità di loro portavoce, nel luogo deputato a farlo, ovvero l’aula del Consiglio Comunale.

Assistiamo, quasi quotidianamente, alle esternazioni di diversi consiglieri e/o figure rappresentanti di quasi tutti gli schieramenti politici sia attraverso il quotidiano locale che sulle testate online.

Abbiamo chiaro quali siano le problematiche della nostra città. Sono infatti esattamente quelle che abbiamo evidenziato durante la lunga campagna elettorale (lotta all'inquinamento, nuovo piano della viabilità, lotta al degrado urbano, maggiore sicurezza, solo per citarne alcune e non volendo compiere un atto di mera elencazione per titoli che non renderebbe giustizia alla complessità e all'importanza dei fenomeni).

La campagna si è conclusa il 25 giugno scorso e noi, assieme agli attivisti (lo testimonia la riunione di metà luglio in presenza degli eletti provinciali e di numerosi attivisti, circa 50 persone) ci stiamo organizzando per ricompattare il movimento a livello locale e svolgere un lavoro in Consiglio Comunale caratterizzato da una costruttiva opposizione. Ciò significa valutare i singoli atti senza ideologie preconcette ma con studio, applicazione e buona fede ponendo sempre come fine ultimo e indiscutibile l'interesse dei piacentini.

Non abbiamo quindi particolari interessi a concorrere per aver pubblicazioni scontate e volte ad attirare un po di visibilità e notorietà senza costrutto. Cogliamo l'occasione per ribadire ai media (sembra che ce ne sia bisogno ogni volta) che i titolati a parlare pubblicamente a nome del Movimento sono solo ed esclusivamente gli eletti dai cittadini».