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Casaleggio smaschera gli Stati Generali del M5S: “Tutto già deciso, inservibile andarci”

Roma, 14 nov – Il Movimento 5 Stelle, si sa, è in coma profondo da mesi. Ormai scavalcati da Fratelli d’Italia nei sondaggi, in soli due anni i pentastellati sono passati da primo a quarto partito italiano. Un tracollo sanguinoso che, com’era prevedibile, ha dato il via a una lunga sequela di faide interne. Prima è caduta la testa di Di Maio come capo politico, sostituito dalla scialbissima figura di Vittorio Crimi, che sta chiaramente giocando il ruolo del traghettatore. Poi i vari tentativi (falliti) di Alessandro Di Battista di prendersi la leadership del movimento, che secondo lui, con l’alleanza con il Pd, è destinato a morte certa. Infine, sono volati gli stracci anche con Davide Casaleggio, l’successore dello spin doctor (Gianroberto) che ha lanciato Grillo e le sue sgangherate truppe verso la conquista del potere.

La farsa degli Stati Generali

Ed è proprio Casaleggio che, deluso e amareggiato, continua a gettare veleno contro i reduci grillini. A proposito degli Stati Generali del M5S, in cui verranno discusse varie questioni vitali, tra cui il vincolo del doppio mandato, Casaleggio junior ci è andato giù pesante: «Ho ricevuto ieri l’invito a partecipare nella discussione di domenica. Ho deciso di declinare perché ritengo che se ci sono delle regole di ingaggio, queste debbano essere rispettate», ha scritto in un post sulla sua pagina Facebook. «Leggendo il documento di guida della discussione del primo giorno – ha spiegato – registro che molte decisioni sono già state date per acquisite e si chiedono solo i dettagli. Su altre, come la questione sul vincolo dei due mandati l’indicazione dai territori è stata chiara, ossia che rimanga intoccabile, ma al primo punto del documento guida si indica esplicitamente di dibattere su eventuali deroghe da adottare».

Le bordate di Davide Casaleggio al M5S

Insomma, per Casaleggio questi Stati Generali sono una farsa. Ma non è finita, perché il figlio di Gianroberto critica i pentastellati anche su un loro storico cavallo di battaglia, quello della trasparenza: «Penso sia doveroso pubblicare i voti sia dei delegati del sabato sia dei relatori della domenica prima dell’evento, come anche i verbali delle riunioni provinciali e regionali, nella versione originale, che riportino i risultati degli incontri ufficiali nei quali tutti hanno potuto partecipare e che oggi non sono pubblici. Inoltre, le persone che dibatteranno dei nostri valori dovrebbero in primis aver rispettato le regole che abbiamo oggi. Non vorrei che si arrivi al paradosso che a scrivere le regole siano anche coloro che per primi non le rispettano. Probabilmente tutto ciò potrebbe dare l’integrità e la trasparenza che merita questo tragitto».