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Festa M5S, Grillo: «Alleati con il Pd, non c'era altra scelta». Conte: «Non farò un mio partito»

NAPOLI. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, chiudono la prima giornata della kermesse pentastellata alla Mostra d’Oltremare. Dopo Luigi Di Maio, è il premier a salire sul palco dell’Arena Flegrea. «Se faccio un nuovo partito? Ci sono già molto soggetti politici, dobbiamo lavorare con quelli che ci sono» esordisce il capo del Governo. Che poi parla della manovra: «La scadenza è martedì e prima del Consiglio dei ministri faremo un vertice di maggioranza. Saranno giorni febbrili. In questa congiuntura, dovendo non far aumentare l’Iva non avremo grandi margini sul cuneo fiscale ma anche in questo contesto stiamo lavorando per dare i segni di una svolta. Asili nido per famiglie meno abbienti, un potenziamento del piano ricerca, certo non tutto lo troverete o sarà consistente, ma faremo meglio». E poi aggiunge: «Gli slogan li fanno quelli che dicono che hanno le coperture finanziarie per dire che abbassano le tasse a tutte, per regalare a tutti 100-200 miliardi, non facciamo promesse». Tocca poi a Grillo, Bin veste da Joker nel video che apre il suo intervento dal palco di Italia 5 Stelle. Introdotto all'attore Patrizio Rispo, il video inizia con Beppe Grillo di spalle che, voltandosi, scopre la sua faccia truccata da Joker. «È inservibile pensare che abbiamo la stessa identità di dieci anni fa, non è così, siamo diversi, diversi dentro». Poi attacca Pd e Renzi: «Stiamo vivendo un momento straordinario. Quando senti il segretario del Pd dire “tu vali tu”, è meraviglioso, non si capisce nulla ma è meraviglioso, perché “è l’uno vale uno”. Quando Renzi pianta un albero ogni iscritto che fa è meraviglioso, anche se finora ha piantato due piantine». Un apprezzamento per Conte tra il serio e il faceto: «Conte ha questa voce un po’ così, ha le adenoidi, è l'unico difetto che ha Conte...». Poi sfotte Luigi Di Maio: «Abbiamo mangiato a pranzo io, l’economista Gunter Pauli, Di Maio e Casaleggio. Ogni volta che parlava Gunter, traduceva in inglese Di Maio, allora può succedere qualsiasi cosa al mondo». Beppe Grillo chiede «basta» con i piagnistei sull’alleanza con il Pd. «Non voglio che rimanete qui a dire sempre Pd, Pd, stavolta vaffanculo a voi. Non avevamo scelta, di là c’è qualche cosa di informe che si alimenta di piccoli “odietti” di paese... il mondo è cambiato, è un momento strano, guardatevi dentro. Mi piacerebbe che il Pd e le forze liberali portassero avanti il ricavo universale, quando sei vivo nasci con un ricavo».