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ll M5S: Benevento va liberata dal fardello mastelliano

Scrivono le consigliere del M5S al Comune di Benevento Marianna Farese e Anna Maria Mollica: In questi giorni, gira a pieno ritmo la grande giostra delle elezioni regionali e c’è un pericoloso assembramento di personaggi di ogni risma, pronti a saltare sui posti ancora disponibili. Nel frattempo, Benevento ed il Sannio continuano a rimanere vittime di una politica regionale napolicentrica, che penalizza l’intera nostra comunità, dai trasporti alla sanità, al punto da spingere addirittura i Vescovi a recarsi dal Capo dello Stato per invocare la giusta attenzione per le dimenticate aree interne della Campania.

L’arrivo di Mastella aveva probabilmente illuso i suoi elettori su un cambio di passo ed invece la città si ritrova, dopo oltre quattro anni, a fare i conti solo con i cambi di casacca del suo sindaco, che si avventura in future strategie personalistiche, senza curarsi del futuro della nostra città, la cui preziosa storia viene dimenticata..

Mentre siamo ancora in attesa di spiegazioni sulle sue dimissioni e sulla composizione della sua riverniciata maggioranza, il Sindaco di Benevento continua a sconcertare anche per l’aggressività di interventi fortemente avversati dalla cittadinanza perché non rispettosi del patrimonio storico, culturale e paesaggistico, né adeguatamente partecipati: dal taglio di oltre trecento alberi alla costruzione del depuratore su terreni di grande pregio architettonico e paesaggistico, dall’abbattimento autorizzato dell’ex palazzo Inps a quello programmato della storica scuola ‘Federico Torre’.

Per non parlare della colata di cemento che questa amministrazione intende destinare al terminal dell’ex area verde del Collegio de La Salle: un intervento devastante nel centro storico, in assenza di un piano realmente dedicato al recupero di quelle tanto bistrattate periferie, in cui non si riesce ad attuare nemmeno la ricognizione toponomastica.

Questa amministrazione passerà alla storia per la sua ostinata volontà di abbattere e cementificare.

La sua paura di “contagio” delle idee ha portato inoltre l’amministrazione Mastella a sposare la chiusura più totale nei confronti di principi che sono pilastri di democrazia, come quello sull’acqua pubblica e sulle qualificate maggioranze consiliari per la contrazione di mutui, finendo per indebitare il futuro delle nuove generazioni e sminuendo il ruolo della rappresentanza politica in scelte decisive per il futuro della città.

Incapace di valorizzare il riconoscimento UNESCO e l’enorme patrimonio di beni culturali, affidabile ai cittadini attivi con patti collaborativi di gestione, Mastella non è riuscito nemmeno ad “illuminare” alcun riscatto culturale, necessario per alimentare un turismo, diamante grezzo della nostra economia, che dia ossigeno all’occupazione e ad un’attività commerciale al collasso.

Il MoVimento 5 Stelle non vede l’ora di contribuire a liberare Benevento del fardello mastelliano, ma non può aspettare lo spreco di un altro anno di amministrazione senza il dovere di continuare ad avanzare proposte, volte ad attuare politiche per un’idea di città che l’amministrazione Mastella non ha mai avuto, ad modello : impegnarsi per una città più verde e più slow, in contrasto alle micidiali polveri sottili; sollecitare il ritorno al Km zero del Malies, ancora con problemi di controllo; rilanciare lo storico progetto strategico di un aeroporto turistico in Contrada Olivola, in vista della elaborazione di una variante del PUC in quella zona.

Rendiamo noto infine che, dopo avere assimilato il vivo interesse all’inclusione della nostra città da parte dei responsabili della progettazione di livello transnazionale “Rotta di Enea” (abbiamo loro documentato come l’Eroe virgiliano, prima di giungere a Roma, facesse tappa a Benevento per ricevere da Diomede il Palladio), abbiamo chiesto all’assessora alla Cultura Rossella Del Prete di non perdere l’occasione per l’adesione della nostra città alla imminente candidatura al Consiglio d’Europa di questo imperdibile itinerario culturale in 21 tappe, che coinvolgerebbe 7 siti UNESCO, 3 parchi nazionali e 5 Paesi: Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia.

Potevamo rimanere in silenzio e confidare nell’inerzia di questa amministrazione, per accusarla poi di aver sprecato un’altra grande opportunità di crescita internazionale, ma a perderci sarebbe stata la città intera e, in particolare, la filiera turistica e le nuove generazioni.