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Accordo col Pd, Laricchia (M5S): «In Puglia no alleanze, Emiliano ha messo a tacere altri»

Il capogruppo pentastellato alla Regione fotografa la condizione romana e quella pugliese: restano cose diverse

Antonella Laricchia, consigliere regionale M5S, il voto sulla calendarizzazione della crisi ha registrato una convergenza tra Pd e pentastellati. È uno scenario che può andare oltre Palazzo Madama?
«Questi giochi di palazzo non ci sono mai interessati. Il primo obiettivo per noi è il taglio dei parlamentari, poi la riduzione degli stipendi dei politici. Temi su cui la Lega si è sempre opposta. Ora in un delirio di Salvini c’è la disponibilità a votarli: basterebbe una riunione di due ore dell’ufficio di presidenza della Camera. Poi dimostreremo la nostra fiducia a Conte, nel voto al Senato. A tralasciare dal risultato, la crisi un po’ bizzarra c’è, ed è nelle mani di Mattarella, unico titolato a scriverne il futuro».

I contatti con i Dem?
«Potrebbero eventualmente esserci, ma non avranno ricadute in Puglia: qui non ci saranno inciuci».

In Puglia Emiliano aveva addirittura nominato assessori del M5S… È un precedente che ha valenza politica?
«Per niente. La legge elettorale regionale dà una maggioranza utile al presidente per governare con i consiglieri eletti nella sua coalizione. Emiliano spiegò in diretta tv perché mi offriva l’assessorato all’Ambiente: “In cambio mi potrei accontentare di una tensione su tutti gli altri temi…”».

Cosa voleva significare?
«L’offerta di poltrone era per mettere a tacere l’avversario, per zittire la più incisiva forza d’opposizione. Non l’ha fatto solo con noi. Ha offerte prebende anche al centrodestra: a Cassano, Schittulli, Di Cagno Abbrescia… Solo noi non abbiamo mai accettato. Siamo gli unici che hanno denunciato il caso della nuova sede del Consiglio: un appalto co-gestito da centrodestra e centrosinistra…».

Le dissonanze con la giunta Emiliano sono state ricorrenti. Si può “passare oltre” per il bene della nazione e del territorio, o per non aumentare l’Iva?
«Che significa passare oltre a Roma e Bari? Sono due canovacci differenti. Nella Capitale decide Mattarella».

A Emiliano non dispiacerebbe dialogare con voi…
«Non vogliamo alleanze con il Pd perché il sistema è tale che garantisce al governatore la possibilità di muoversi autonomamente. Occasioni di collaborazione, concreta, ne abbiamo offerte, ma ha sempre declinato».

Una sintonia romana Pd-5s e poi pugliese che passaggi avrebbe nel M5S?
«Ne discuteremmo su Rousseau. Il contratto con la Lega è stato votato online dagli iscritti».

Ci potrebbe essere una scissione nel M5S?
«È già successo. Ma chi va via deve dimettersi e farsi eleggere con un altro simbolo».