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Regione Puglia, M5S diviso tra Stati generali e alleanza organica con i Dem

La prossima settimana si voterà l’accordo su Rousseau: da un lato i governisti, dall’altro gli identitari e i fichiani

BARI - Fine settimana turbolento e decisivo per il futuro del Movimento 5 Stelle tra Stati generali e ormai prossima intesa organica con il Pd nel governo della regione (la prossima settimana si dovrebbero votare in rete il quesito sull’alleanza). Tutti portavoce nazionali e pugliesi sono impegnati via streaming nei lavori del «convegno nazionale», nel quale si confrontano più anime che hanno una proiezione romana e un riflesso anche negli scenari regionali.

Nella kermesse promossa da Vito Crimi i pugliesi sono su almeno tre barricate: Giuseppe Brescia, deputato presidente della Commissione affari istituzionali, è schierato con il presidente Roberto Fico, leader del fazione progressista; Mario Turco, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, è esponente dell’ala governista di stretta obbedienza contiana; Barbara Lezzi, ex ministro, è - in questa fase - per un ritorno alle origini del Movimento, e per questo su posizioni vicine a quelle di Alessandro Di Battista. Su posizioni critiche nei confronti del Pd anche il senatore Iunio Valerio Romano. Il resto del gruppo parlamentare è molto vicino alle tesi di Luigi Di Maio, ovvero su una linea governista ma attenta a rivendicare spazi di manovra per caratterizzare la propria azione politica. «Dimaiani doc» possono essere considerati i quattro consiglieri regionali pro intesa con Emiliano: Rosa Barone, Marco Galante, Cristian Casili e Grazia Di Bari. Antonella Laricchia, invece, ha una posizione ostile all’accordo con i dem e in questa fase è accostabile al fronte Lezzi-Di Battista.

Il passaggio dall’opposizione alla maggioranza in Puglia doveva essere vidimato dal voto degli iscritti su Rousseau già nella settimana appena terminata, ma ha prevalso la scelta di non sovrapporre la conta interna alle polemiche inevitabili legate agli Stati generali: una divisione in Puglia avrebbe potuto rendere ancora più complesso il clima dell’appuntamento nazionale. Con la Puglia in attesa di un governo, si è deciso di votare nei prossimi giorni (martedì o mercoledì potrebbe essere la data giusta).

Come reagirà il popolo pentastellato pugliese alla proposta di abbracciare Emiliano e la sua compagine politica? È prevedibile che gli iscritti vicini ai quattro consiglieri regionali scelgano di sostenere l’accordo (già benedetto da Crimi e Di Maio), ma allo stesso tempo non si può misurare la reazione delle altre fazioni: scettici su una possibile intesa sono sia gli esponenti vicini a Fico (Brescia), sia la barricadera Lezzi. Si potrebbe così saldare in Puglia, in nome della difesa dell’identità del Movimento, un asse tra progressisti e la corrente Di Battista, cementificata dai richiami alla purezza e alla autonomia di un soggetto politico oltre la destra e la sinistra.
Rosa Barone, assessore in pectore, infine fa così il punto con la Gazzetta:

«Siamo impegnati negli Stati generali Riteniamo si debba votare la prossima settimana su Rousseau» la proposta di intesa per il governo della Puglia. Sul rapporto con Emiliano una puntualizzazione: «Abbiamo presentato dei punti programmatici al governatore e pare che siano stati accolti dal presidente. Quale assessorato scegliere? Non abbiamo preferenze, ci confronteremo soprattutto sui temi», conclude la consigliera regionale foggiana.