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Relazione interna boccia la discarica Valanghe d'Inverno, M5s: «Musumeci revochi la concessione»


PALERMO - Le deputate regionali del Movimento Cinque Stelle, Jose Marano e Gianina Ciancio, chiedono il blocco delle autorizzazioni sinora concesse alla discarica Oikos e il ripristino dei luoghi attraverso una bonifica ambientale. L’intervento delle deputate segue la relazione della commissione tecnica della Regione redatta in merito alle autorizzazioni ambientali concesse per la discarica di Valanghe d’Inverno.

«Motta Sant'Anastasia e Misterbianco - dicono Ciancio e Marano - sono due comunità che hanno pagato e stanno continuando a pagare un prezzo altissimo sotto i profili ambientali e di tutela della salute. Adesso è emerso, nero su bianco, un quadro grave di irregolarità. E’ il momento che il governo della Regione prenda atto della condizione, peraltro da noi denunciata da anni, e blocchi tutte le autorizzazioni concesse ai privati chiedendo bonifiche ambientali».

«Il parere della commissione tecnico specialistica della Regione sulla discarica della Oikos dettaglia un quadro a tinte fosche. Una brutta pagina di storia siciliana che ha visto il buco nero del sistema rifiuti lasciato in mano ai profitti dei privati. Dalla relazione della commissione di esperti emerge che la zona dove attualmente sorge la discarica è un’area con diversi vincoli relativi ai rilievi collinari di Motta. Vincoli che impedirebbero la devastazione ambientale in atto e l'apertura, in quella zona, di una discarica: eppure vi è sorta ugualmente».

«Ma a ciò - proseguono Ciancio e Marano - si aggiungono altri fatti gravi: già nel 2009 le prescrizioni Aia chiedevano interventi di riqualificazioni per alcune aree pubbliche a Motta pari a 9 ettari, corrispondenti cioè alla superficie della discarica ma non è stato trovato alcun riscontro concreto. Inoltre sarebbe stata riscontrata la mancata suddivisione in blocchi e moduli nella vasca per l’abbancamento dei rifiuti con un successivo mancato l’ampliamento planimetrico della discarica, poiché la famosa particella 131 non farebbe parte del progetto originario».

«Inoltre - concludono le deputate - in discarica si troverebbero rifiuti che dovevano essere smaltiti diversamente e trattati con procedimenti ad hoc. Infine diversi documenti prodotti relativi alla gestione della discarica non avrebbero le previste firme di professionisti abilitati, come lo studio di impatto ambientale o il piano di ripristino ambientale. L'ennesima beffa in un quadro a tinte fosche. Cosa attende il presidente Musumeci a bloccare le autorizzazioni?».