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Esercizio provvisorio, Pd e M5S contro Miccichè: «Calpestato il regolamento»

Le opposizioni all'attacco: «La maggioranza non c'è più»

Subito dopo il voto sull'esercizio provvisorio e la contestata soluzione del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè di ritenerne valido l’esito (considerando i presenti in base all’inserimento dei tesserini e non alla effettiva votazione parte dei deputati) le forze di opposizione all’Ars, PD e Movimento 5 Stelle, hanno tenuto una improvvisata conferenza stampa a Palazzo dei Normanni.

«Ci sono precisi riferimenti regolamentari che sono stati calpestati - ha detto il vicepresidente dell’Ars Giancarlo Cancelleri - questo significa imbavagliare le opposizioni, ci è stato fatto uno sgambetto. Non si è mai visto che la presenza in aula venga determinata dal numero dei tesserini, è sempre stata calcolata dal numero dei voti, tanto è vero che quando si effettua la verifica del numero legale si chiede di votare con uno dei tre tasti: il rosso, il verde o il bianco».

«Dopo il voto - ha proseguito l’esponente 5 Stelle - Musumeci se ne è andato con la testa bassa e la coda fra le gambe per quello che aveva combinato. Quello che è successo è inaccettabile e oltretutto ha coperto il vero dato politico: non c'è un maggioranza».

PD e Cinque Stelle hanno chiesto la convocazione della commissione per il regolamento dell’Ars.
«Questo presidente non è degno di rappresentare il Parlamento più antico d’Europa - ha detto il capogruppo PD Giuseppe Lupo, seduto a lato al grillino Cancelleri - il presidente Musumeci si deve fare carico di una adeguata conduzione dei lavori parlamentari, perché anche il governo ha interesse a garantire le regole democratiche interne all’Ars. Quello che è accaduto oggi non ha precedenti a Sala d’Ercole, è di una gravità inaudita». «La maggioranza è morta al primo voto della legislatura - ha concluso Lupo - e questo succede il giorno dopo le dimissioni di Figuccia».