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“Almirante? Nel mio M5S non c'è posto per lui Di Maio faccia il portavoce” - La Stampa

«Chieda a Di Maio se lui si sente a suo agio in un Movimento dove ci sono anche io. Non chieda a me se mi sento a mio agio in un Movimento dove c’è lui». 

«Non ci può essere alcun riferimento a una figura come Almirante. Non nel M5S che conosco io, se non a livello personale. Di Maio può dire quello che vuole, basta che restino sue opinioni. Io sono rimasta a quando sul palco gridavamo tutti assieme con Grillo: “Berlinguer, Berlinguer”». 

«Io sono con Beppe dagli albori del blog, sono proprio quella che si definisce una grillina. C’è invece chi è arrivato da poco, da massimo cinque anni. Per me uno vale uno e Di Maio è un portavoce che semplicemente sa stare meglio in tv. Ma deve portare la voce di tutti. Ogni tanto, invece, quando scivola su posizioni più personali, vuol dire che non ha portato la mia voce. Tra me e lui c’è una cosa in comune: siamo entrambi campani». 

«Io ricordo Grillo che diceva che eravamo come orfani ciechi che andavano presi per mano. Si riferiva a un popolo di sinistra, il mio, che non era più rappresentato. Però mi trovo d’accordo quando dice che siamo “oltre”: oltre la destra e la sinistra. Ma lo intendo nelle istituzioni, non nel popolo. Questo “oltre” però non deve voler dire che cediamo con facilità a posizioni di una certa oligarchia di destra, a ideologie fascisteggianti che sono quanto più lontano da me». 

«Sanno tutti come la penso: si doveva votare a favore. C’è stata però un’assemblea e solo io e Roberto Cotti eravamo nettamente a favore della legge. Ci abbiamo provato. La democrazia però è fatta di numeri. E numericamente hanno prevalso gli altri. E io da brava comunista mi adeguo al partito».