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M5S non cita i vaccini nel programma salute: assedio dei no-vax contro i parlamentari grillini

«Pronto? Sì signora è il gruppo del M5S al Senato. Non è vero che abbiamo una posizione morbida, infatti votiamo contro il decreto sui vaccini». «Pronto? Sì signora, non urli. Ma secondo lei è possibile fare quello che dice? No, non possiamo vaccinare tutti i profughi e lasciare perdere i bambini italiani». Passano pochi secondi tra una telefonata e l’altra. Per tre giorni, da martedì a ieri, è un continuo squillare nella stanza della segreteria del M5S a Palazzo Madama. Un assedio sfiancante per le dipendenti costrette a rispondere, a rassicurare, a difendere i grillini dalle accuse di chi pensava che il Movimento combattesse a lato ai no-vax che adesso preferiscono farsi chiamare free-vax, definizione più prudente, più opportuna in questo momento.  

Restano in presidio permanente per tre giorni fuori dal Senato, dopo aver raccolto a Pesaro circa 40 mila persone sabato scorso, si passano fotografie, mail dei senatori, numeri di telefono degli uffici, non solo del M5S, ma di tutti. «Pubblichiamo i nomi di chi voterà il decreto, la pagheranno alle prossime elezioni» dice il leader dei Codacons Carlo Rienzi. Il movimento contro l’obbligo vaccinale si ingrossa, è agguerrito e non dimentica il dietrofront dei vecchi compagni di tante battaglie. I 5 stelle finiscono nel mirino: a Pesaro, appena si accenna al M5S partono i fischi. Tra i presenti ci sono due ex grillini, il deputato Adriano Zaccagnini e il senatore Bartolomeo Pepe, lo stesso che un anno fa aveva organizzato in Senato una proiezione, poi annullata, di un documentario no-vax. A nome del M5S sale sul palco Raffaela Sensoli, consigliera regionale in Emilia-Romagna, una delle più attive sul fronte contro l’obbligatorietà dei vaccini. Difende il Movimento, ringrazia la senatrice Paola Taverna per l’impegno profuso. Ma ai manifestanti non basta per cancellare la persuasione del radicale cambio di rotta del M5S. Un conto, dicono, sono gli attivisti grillini che a livello locale si battono ancora, un altro il M5S nazionale che in nome della più rassicurante strategia governista ha abbandonato il campo. 

Le accuse spalancano una finestra sull’equilibrismo del M5S, che i free-vax definiscono apertamente «ambiguità». La posizione ufficiale è nota: no all’obbligo, sì alla raccomandazione basata sull’accompagnamento e su una scrupolosa informazione. Ma sono i toni a essere cambiati, le scelte mediatiche, il linguaggio e i partner di riferimento. Martedì la senatrice Elena Fattori, ricercatrice di professione, posta su Facebook un selfie mentre sorride assieme a una donna, membro dell’associazione “Io Vaccino” e favorevole all’obbligo nelle scuole. «Ma noi non lo siamo» si giustifica subito la grillina. 

Stare in equilibrio è complicato. Dopo post, interventi espliciti e duri sui vaccini, con la senatrice Taverna in testa, alla presentazione del programma Salute votato sul blog di Beppe Grillo, lo scorso lunedì i 5 Stelle riescono nel capolavoro di non farne cenno. Non ce n’è traccia tra i punti del programma, né proferiscono la parola vaccino in conferenza, dove pure è presente Taverna. Un silenzio e un’assenza che stonano e costringono i cronisti a chiedere perché. «Perché conoscete la nostra posizione, né contro né pro tout court». Eccola di nuovo, la «strategia del né né», un posizionamento tattico che in altre occasioni e per altre leggi (vedi ius soli) ha svelato un preciso opportunismo politico. Due senatori ex grillini, uno no-vax e una pro-vax confermano l’evoluzione del dibattimento nel M5S. «Basta vedere come hanno messo da parte la Taverna, costretta a tacere – spiega Pepe – Prima il M5S aveva le idee chiare, sui territori era sempre a lato ai no-vax». «Quando stavo nel M5S ero in minoranza perché sono sempre stata favorevole all’obbligo. Litigavo con Paola (Taverna), con Elena (Fattori) – racconta Serenella Fucksia – Adesso invece vedo che hanno posizioni più sfumate, meno nette. E infatti sui vaccini non vedo più parlare la Taverna, bensì Luigi Gaetti, un medico, un volto più tranquillo, più rassicurante sul tema».