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Fronda M5S contro Lombardi. A azzardo le primarie nel Lazio

Altre primarie, altre liti, altre possibili sospensioni. I 5 Stelle riscrivono la stessa storia a ogni votazione fissata nel loro serratissimo calendario. Dopo Genova e la Sicilia, ora il Lazio, dove mercoledì e giovedì prossimo sarebbe previsto il voto per le «regionarie», le primarie che in casa di Beppe Grillo servirebbero a scegliere il candidato governatore. Il condizionale è davvero d’obbligo in queste ore perché, stando a quanto confermato dai vertici del M5S, non è detto che alla fine il voto ci sarà. O perlomeno non è detto che non slitterà. 

Tutta colpa di una email spedita da Pomezia a sostegno della candidata Valentina Corrado, che ha fatto scomodare Beppe Grillo, Davide Casaleggio e Luigi Di Maio e ha prodotto, per reazione, una dura censura sul blog, perché in palese violazione del rigido regolamento del M5S che vieta «endorsement, cordate o altri tipi di promozione tipici dei vecchi partiti». Il M5S, è scritto su un post di Grillo, «prende le distanze da chi mette in atto questi metodi che non ci appartengono». Chiara l’accusa, manca, come al solito, l’imputato. Di nomi neanche l’ombra. Ma il diretto interessato sa che si riferiscono a lui. È Fabio Fucci, sindaco grillino di Pomezia, non uno qualsiasi, ma sindaco così apprezzato nella cerchia ristretta dei capi del M5S da avere avuto l’onore di salire sul palco della festa di Rimini assieme alla prima cittadina di Torino Chiara Appendino e a quella di Roma Virginia Raggi. Ma le regole non perdonano e nonostante l’aureola, Fucci potrebbe essere sospeso dal M5S, se sarà considerato colpevole di aver scatenato l’ennesima faida tra cordate. 

Per capire i fatti, serve aver più chiaro il quadro e sapere che in ballo ci sono due nomi, due donne che nell’ultimo anno si sono combattute a distanza spaccando il Movimento. Roberta Lombardi e Virginia Raggi. La deputata è in corsa per la candidatura a governatore: unico volto davvero noto, è pronta a sacrificare lo scranno parlamentare per provare ad agguantare la Regione. A sfidarla ci saranno Davide Barillari, consigliere regionale e già candidato governatore nel 2013, e Valentina Corrado, anche lei consigliera in carica e attivista storica di Pomezia. 

«Non abbiamo correnti e non dobbiamo averne» continua a sgolarsi Grillo. La precisazione arriva con una periodicità sfiancante perché se di correnti organizzate nel M5S non si può parlare, certo è che non mancano le logiche da clan, dove sono amicizie e simpatie a formare gruppi gli uni contro gli altri armati. E allora Corrado è una estimatrice di Raggi, con cui si è fatta fotografare sorridente a Rimini. E Raggi è la nemica giurata di Lombardi che ha definito «una candidata come le altre» e che non vorrebbe ritrovarsi alla Regione Lazio, come coinquilina istituzionale. Corrado è di Pomezia e da Pomezia, dall’account ufficiale del M5S cittadino, è partita la email che invita tutti i militanti certificati a votare Corrado, perché, c’è scritto, «Valentina è il presidente di Regione ideale [...]. Ha creato quel modello, il “modello Pomezia” che esportato in tutta la Regione darebbe un enorme beneficio a tutti i cittadini di questo importante “pezzo di Stato”». 

Il sindaco Fucci ha provato a giustificarsi sostenendo di non avere nulla a che fare con quella email. Ma sarebbe stato sbugiardato dalla Casaleggio in possesso dello screenshot che prova come sia lui l’amministratore dell’account. Una disillusione anche per Di Maio, suo grande sostenitore, che per non finire nuovamente triturato dalle divisioni tribali interne ha fatto giungere a Lombardi tutto il suo disappunto per l’accaduto. La deputata, memore della guerra di dossier condotta per abbandonare il suo pupillo Marcello De Vito in corsa contro Raggi alle primarie di Roma, ha confessato di essere «molto agitata». Grillo e Casaleggio l’hanno chiamata per tranquillizzarla e prometterle punizioni esemplari. Il collegio dei probiviri ha aperto un’istruttoria. Fucci dovrà spiegare molte cose.