M5S News

I post dell’uomo di Salvini all’attivista dei siti pro M5S

I due sono amici non solo su Facebook, amici nella vita vera. Lavorano insieme da anni a questa galassia di siti che condividono il codice con cui si incassa la pubblicità online, oltre che i bersagli e i nemici delle loro operazioni. Luca Morisi, social media manager ufficiale di Matteo Salvini, e Marco Mignogna, attivista M5S, social media manager pure lui, da cui tutti fuggono, adesso, affrettandosi a dire di non aver mai saputo chi fosse. Spuntano sempre dei «social media manager», o delle persone che si definiscono «webmaster», in questa storia: professionisti, come i due in questione, o dilettanti, come Adriano Valente, che gestiva la pagina Facebook (Virus5stelle) che ha rilanciato la viralità della falsa foto di Boschi e Boldrini ai funerali di Riina. 

Morisi nel gennaio 2015 fa a Mignogna gli auguri per la nascita di suo figlio, spiegando come Mignogna lavori a tempo pieno («24x7») a operazioni leghiste: «Tiene tantissimo al suo figlio virtuale, “Il Sud con Salvini”, fa il baby-sitter online 24x7 per “Noi con Salvini”, ma oggi è in estasi per il suo secondo bimbo (vero!): congratulazioni di cuore all’amico (e grande professionista) Marco Mignogna, e alla bis-mamma. Giovani papà salviniani crescono nel cuore del Sud!». Pazienza se nelle info del suo blog si definisce «attivista 5 Stelle». 

In un altro post di Morisi, del 2014, leggiamo: «Grandissimi i miei amici di “Il Sud con Salvini!”. Bravo Marco Mignogna. Ventimila like in poco più di due mesi. Sono stati due mesi travolgenti... Cavalcando l’effetto Salvini. Forza Capitano! La parte buona e sana del Sud è con te!». 

La terza cosa interessante sono le amicizie virtuali di Mignogna. Vi compare naturalmente Morisi, ma anche Luigi Di Maio - che, ci dice David Puente, autore del report che ha individuato queste cose - ricambia l’amicizia. Amicizia ricambiata anche col profilo ufficiale di Carlo Martelli, senatore M5S, matematico, figura interessante, nel network pro M5S. Il discorso del blog di Grillo («Abbiamo un network enorme che ha più di dieci milioni di like e raggiunge ogni giorno milioni di italiani nella massima trasparenza ed è composto da persone fisiche facilmente rintracciabili e pubbliche») non dà il giusto peso al principio fondamentale esposto da Davide Casaleggio nel suo bel libro «Tu sei rete»: con sei gradi di separazione si può raggiungere chiunque nel mondo; qui i gradi di separazione tra profili ufficiali M5S e figure pro M5S non ufficiali sono uno, a stento. Con incroci diretti, anzi. 

Facebook ha spiegato di essere intenzionata a collaborare in maniera più determinata, e non nega vi sia un network molto profilato pro M5S. Una elementare ricerca su alcuni di questi siti (per modello info5stelle) con parole chiave (per modello «Boschi») riflette una galleria agghiacciante di demonizzazione e distruzione virale di una persona, compiuta sotto un logo che richiama quello del Movimento, pur senza esserlo. È toccato a lei, domani toccherà a chiunque altro.