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Elio Lannutti si candida col M5S: “Mai avuto uno staff da senatore”

«Non ho avuto alcuno staff a palazzo Madama, ma un’unica segretaria contrattualizzata». A chiarirlo è Elio Lannutti, fondatore dell’Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari), già senatore nella legislatura 2018-2013 eletto nelle liste dell’Italia dei valori (passato poi verso fine mandato al gruppo misto), che torna ora a candidarsi con il Movimento 5 stelle. E puntualizza: «Non ho mai utilizzato le istituzioni per piazzare amici, parenti, conoscenti». 

«Bankitalia, che dopo la rivalutazione delle quote da 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro, ha elargito alle banche socie 1,040 miliardi di euro di dividendi, ha ampi poteri, che esercita nella più totale opacità, discrezionalità, arbitrio, commissariando banche solide, come Bene Banca Vacienna per offrire liquidità alla Banca Popolare di Vicenza dello spiccia faccende del Governatore Visco Gianni Zonin, utilizzando i poteri di vigilanza per fare terra bruciata delle banche del centro sud, regalate a ‘banchieri amici’ di Ubi,Banca Intesa, Unicredit, Bper, a spese della fiscalità generale. Con criteri oscuri, nomina sempre gli stessi fiduciari, che invece di risolvere le crisi, le aggravano come nel commissariamento di CariChieti, i cui conti in ordine sono serviti a dare liquidità alle banche in risoluzione nella drammatica notte del 31 dicembre 2015, i cui commissari Salvatore Immordino e Francesco Bochicchio, sono indagati dalla procura di Chieti per bancarotta fraudolenta. Diciassette crac bancari (Mps,Veneto Banca, BpVi, Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFe) addossati a 500.000 famiglie espropriate e saccheggiate, dimostrano che Bankitalia non ha esercitato i suoi enormi poteri, in maniera oggettiva ed imparziale». 

«Da 30 anni denuncio il sistema delle revolving doors non solo in Bankitalia, oggetto di un libro inchiesta quasi profetico alla luce della bancarotte successive La Banda d’Italia (2015), ma anche tra gli alti dirigenti del Tesoro e ministri dell’Economia assoldati dalle banche di affari, dopo aver assecondato loro desiderata. Gravissimo il sistema consolidato di porte girevoli tra Bankitalia con la Popolare di Vicenza; Gianandrea Falchi, ex segretario di Mario Draghi assoldato da Zonin, che sapeva tutto – secondo quanto dichiarato dall’ex direttore generale Adriano Cauduro- sui prestiti baciati, i metodi estorsivi usati per diventare azionisti pena la mancata concessione di prestiti, fidi, mutui; le evidenti collusioni degli ispettori di Bankitalia distaccati alla Bce (Francesco Romito); arrivando a Mario Lio ex ispettore di Palazzo Koch, che fece pressioni per assumere Sergio Dragotto, fratello di Antonella Dragotto capo ufficio stampa della Banca d’Italia- oggi candidata con la Lista Tabacci Bonino al Senato. Per Consob Banca d’Italia, AgCom, Antitrust ed altre autorità, occorre lo sbarramento di un quinquennio». 

«La ringrazio della domanda, che mi permette di parlare del mio unico figlio, praticante di una tv privata dal giorno successivo al diploma del liceo classico (20/7/2005), studente lavoratore (iscritto a giurisprudenza) tra i più giovani giornalisti professionisti a 21 anni, giornalista parlamentare dal 2012. Licenziato per la riduzione del personale, ha utilizzato i 24 mesi di disoccupazione Inpgi per laurearsi con 110 e Lode in Legge, con una tesi sull’Ordinamento Bancario, contratti e regime di responsabilità, ha scelto come me, di lavorare in banca. Il mio sarebbe conflitto di interessi per un figlio che svolge onestamente il proprio lavoro in banca, non quello di giornali e partiti azienda che usano le istituzioni come succursali subalterne per salvaguardare il potere dei manutengoli».  

«Una calunnia clamorosa. Come racconto in Diario di un senatore da strada e Cleptocrazia ladri di futuro, dedicato ai giovani senza futuro, ispirato da un convegno a New York organizzato proprio da mio figlio coi ragazzi di Occupy Wall Street, non ho avuto alcuno staff a palazzo Madama, ma un’unica segretaria contrattualizzata. Non ho mai utilizzato le istituzioni e neppure l’Adusbef, fondata il 13 maggio 1987, dalla cui carica di presidente mi sono modesto nel convegno straordinario del 13 maggio 2017, per piazzare amici, parenti, conoscenti». 

«Bankitalia deve essere nazionalizzata, sanando un’anomalia solo italiana con le banche socie oggetto di una vigilanza “a la carte”, il cui governatore assieme al ministro Padoan vanno in Europa col berretto in mano per approvare il bail-in, esproprio criminale del risparmio a loro insaputa; mentre il divorzio tra la Borsa di Milano e Londra sarebbe un segnale a quelle teorie liberiste che globalizzano le povertà e privatizzano le ricchezze in mano all’1% della popolazione che decide i destini del mondo, accentuando disuguaglianze ed indicibile sofferenze nel restante 99%». 

«Dal 1973 vivo a Roma, prima nella casa dello studente di via De Lollis, poi a Cinecittà est. Nel 2001, mi sono trasferito in Umbria, continuando ad avere il domicilio per ragioni di lavoro nel quartiere Tuscolano, dove mi conoscono anche le pietre. Condividendo i valori del M5S, unica ed ultima speranza per ricostruire il Paese dalle macerie di corruzione ed illegalità, avevo comunicato che mi sarei candidato, qualora le regole lo consentissero, sottoponendomi alla parlamentarie ed arrivando primo nel Collegio al Senato di Lazio2. Tutto con la massima trasparenza e legalità, offrendo la disponibilità all’uninominale Tuscolana dove è candidata la senatrice Paola Taverna. Collegio che nonostante i sondaggi avversi, ci batteremo per vincerlo a mani nude, come abbiamo già fatto col referendum costituzionale».