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Pd nella bufera. Franceschini: impedire governo Lega-M5S. Orfini e Marcucci: governino loro

Sì, il dibattimento si. A più di un mese dalla batosta del 4 marzo i parlamentari Pd (meno della metà della precedente legislatura) si riuniscono nella sede del Nazareno per discutere il che fare. E per una volta la discussione decolla, a tratti dura, senza tweet o talk show. «Basta assistere. Siamo entrati in una seconda fase in cui il Pd può e deve condizionare il quadro politico. Non sto proponendo un governo con i 5 stelle ma dobbiamo fare di tutto per evitare che nasca un governo Lega e M5S e non di certo augurarlo», apre le danze

, da tempo nel mirino dei renziani che lo accusano di ordire complotti. Lui affronta di petto la questione e ringrazia Maurizio Martina: «Grazie a lui che ha individuato un tragitto ragionevole. Dobbiamo recuperare capacità di discutere senza gettare fango, quando uno di noi indica direzione diversa o idea diversa, senza insinuare sospetti di complotti». «Questa disabitudine a discutere è quella che ci ha fatto saltare l’analisi sul voto, senza una analisi profonda della sconfitta», aggiunge Franceschini. «Troppo comodo spiegare tutto con l’onda populista. Non possiamo rimuovere una sconfitta di queste dimensioni». Il ministro uscente della Cultura aggiunge: «Dobbiamo condizionare M5S perché diventi una forza riformista, dentro di loro c’è di tutto, anche qualche idea buona». E si rivolge al capogruppo al Senato Andrea Marcucci: «Andrea, scappano i tweet, ma quel tweet non ti doveva scappare. ‘Non vedo l’ora che facciano un governo M5s-Lega?’ Non conosco nella storia mondiale un partito che si auguri che facciano un governo i suoi avversari perché così pensa di guadagnare qualche voto. Quel governo spingerebbe l’Italia più vicino all’Ungheria che alla Francia».