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Grancio annuncia il suo addio: “Espulsa da un M5s avvelenato dal potere”

Una storia, quella di Grancio, «che ci racconta due cose – si sfoga la consigliera - La prima è che il M5S deve ancora apprendere tutto in tema di democrazia e rispetto per le persone che manifestano correttamente idee anche diverse, ma collaborative. La seconda cosa vale per me e ne sono fiera: ho sempre tenuto la schiena dritta e ho mantenuto fede alle promesse e ai patti con i cittadini romani. Ora proseguo il mio compito nel gruppo Misto».  

. «Nominata vicepresidente della commissione Urbanistica - ricorda Grancio - esprimo perplessità sulla proprietà dei terreni ed altro ancora, e non partecipo alla votazione in commissione e in consiglio, proprio per non assumere una posizione politica contraria al mio gruppo. Per questa mia posizione di suggerimento alla prudenza e all’approfondimento dei fatti, immediatamente dopo la riunione in commissione vengo sospesa. Il M5S giudica “grave il mio atteggiamento” e motiva la sospensione con implausibili ipotesi (espresse peraltro tutte con verbi al condizionale)».  

, però, il Movimento è costretto a ritirare la sospensione di fronte al giudice, perché “mal impostata”». Di fatto, però, dopo il ricorso intentato contro il Movimento «non solo non vengo più reinserita - accusa Grancio - ma anzi si aggravano la volontà e i comportamenti del gruppo per emarginarmi e impedirmi qualsiasi confronto, impedendomi di lavorare». della consigliera». Motivo per cui «il 12 aprile scorso il gruppo si è riunito e ha ritenuto di espellerla». Un addio, questo, maturato a lungo ma comunque doloroso. E che crea maggiori difficoltà, rispetto ai tanti allontanamenti di assessori nel corso degli ultimi anni, per una questione puramente di forma più che politica: Grancio non è rimpiazzabile e la maggioranza perde un pezzo in assemblea. Un voto in meno che, visti i presupposti, rischia di finire tra le braccia delle opposizioni.