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Ddl antifascismo, sinistra unita e M5S contrario: "Legge liberticida"

Mentre sulla spiaggia di Chioggia per ordine del prefetto scompaiono foto e frasi che inneggiano a Mussolini, in Parlamento le forze politiche si spaccano sul ddl contro l'apologia di fascismo e nazismo. Il testo, a prima firma del deputato Pd Emanuele Fiano, introduce nel codice penale l'articolo 293-bis che prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chiunque propagandi immagini o contenuti del partito fascista o nazionalsocialista tedesco o delle loro ideologie. Se il testo venisse approvato non sarebbe più possibile, per modello, vendere gadget e souvenir che rimandano al Ventennio e sarebbe vietato fare il saluto romano.

Ma il ddl già in commissione Affari costituzionali è stato osteggiato dalla Lega e dal Movimento 5 stelle. Per i grillini, infatti, la legge è «liberticida» perchè punisce «anche condotte meramente elogiative, o estemporanee». Stesso discorso viene dal Carroccio. «Le idee non si processano attacca Salvini - C'è l'invasione e il Pd vuol mettere in galera chi vende accendini con la faccia di Mussolini, ridicolo». Il Pd promette che andrà avanti con il disegno di legge, fino all'approvazione in aula, grazie anche all'appoggio di Mdp e Sinistra Italiana.

«Liberticida era il fascismo non la legge sull'apologia di fascismo. Almeno la storia!» scrive su twitter il segretario Pd Matteo Renzi attaccando i pentastellati.

Intanto la polemica scoppiata sulla spiaggia di Playa Punta Canna a Chioggia si è chiusa con l'ordine del Prefetto di Venezia, Carlo Boffi di rimuovere tutti i cartelli con le foto di Benito Mussolini e gli slogan al manganello'. Il 66enne gestore della spiaggia, Gianni Scarpa, non ha potuto che rispettare l'ordinanza ma continua a negare di essere fascista, pur ammettendo di «odiare la democrazia» e volere «lo sterminio dei tossici».

Il Comune di Chioggia, guidato da una giunta pentastellata, ancora non ha deciso se revocare la concessione demaniale, in attesa delle decisioni che verranno prese dalla magistratura nei confronti di Scarpa. A difenderlo, intanto ci pensa l'assessore veneto forzista' Elena Donazzan, ex An, che attacca il Prefetto di Venezia, accusandolo di «eccesso di zelo politico, per supportare con l'ordinanza la linea del Pd».