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Il M5s e la rimozione della memoria storica

Eliminare consiglieri fuoriusciti dalle foto di gruppo, come accaduto in Piemonte. Cancellare link, video o post su Fb. Fino a buttare alle ortiche proposte di legge firmate da dissidenti e traditori. Così il Movimento epura i "traditori".

Recentemente ha fatto scalpore il caso di Stefania Batzella, consigliera regionale piemontese che dopo essere additata come dissidente/traditrice e aver sbattuto la porta al Movimento, è stata fatta sparire con un tocco di Photoshop da una foto di gruppo che la ritraeva, tra gli altri colleghi, con il leader del pentapartito Beppe Grillo. Si tratta di uno dei metodi usati dal M5s per mortificare i propri (ex) attivisti o eletti nel momento in cui non fanno più comodo alla causa. La loro cancellazione non avviene soltanto tramite la disattivazione dell'account sul sito beppegrillo.it, ma in tutti i campi in cui il "traditore” ha operato e lasciato traccia del suo lavoro (nelle istituzioni, nei forum online e così via). Di lui non si deve più saper nulla, né deve essere pronunciato il suo nome. Semplicemente, non è mai esistito. E in tutto questo, internet, al contrario di quel che sosteneva Casaleggio, si è rivelato un ottimo strumento per manipolare la memoria. Come? Basta disattivare o cancellare un link o, ancora peggio, modificare il contenuto di un vecchio post. Se neppure uno ha salvato il contenuto all'era, quel contributo andrà perduto per sempre e sarà difficile risalire all'originale.

LE EPURAZIONI 2.0 A BOLOGNA. La storia del Movimento è costellata di casi ben più gravi dell'epurazione fotografica di Batzella. Non a caso la cancellazione della memoria storica è uno dei pilastri del “sistema Casaleggio”. E ne sa qualche cosa chi, come me, viene dalla terra dei dissidenti, cioè Bologna. A cavallo tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 sotto le Due Torri successe un po' di tutto. Pochi giorni dopo l'espulsione di Giovanni Favia, nel dicembre 2012, il video del suo insediamento in Consiglio comunale pubblicato sul Blog tre anni prima (2009) venne cancellato da Youtube. Ancora oggi è presente il post della notizia ma senza le immagini. Pochi mesi dopo la stessa sorte toccò al sito del Movimento 5 stelle di Bologna, allora listabeppegrillo.it. Tra i responsabili della pagina, ora sostituita da bologna5stelle.it c'ero anche io (fui estromesso dall'admin). Ero l'autore, con tanto di firma, della maggioranza dei post scritti tra il 2009 e il 2012. Una volta epurati i dissidenti, il consigliere comunale di Bologna, Massimo Bugani, si premurò di fare sparire ogni traccia del M5s a guida Favia e fece cancellare dal sito tutto ciò che era stato prodotto in quegli anni. Sparirono così nel nulla le tracce di anni di battaglie combattute sul territorio quando pochissimi giornali davano spazio al M5s e quindi l'unico archivio presente era quello online.