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Massimo Garavaglia provato dopo l'alleanza Lega-M5s: "Dopo i grillini sono andato dallo psicologo"

Avere a che fare con i grillini non è semplice, non ditelo a Matteo Salvini che per questo ha rinunciato al governo. Ma c'è chi addirittura è arrivato a contemplare l'idea dello psicologo. Si tratta di Massimo Garavaglia. Il leghista, ora che il peso è sulle spalle di Nicola Zingaretti e Matteo Renzi, può tirare un respiro di sollievo. "Ora tocca a loro - si sfoga l'ex viceministro dell'Economia -. Io non ne voglio sapere più niente. Brrrrrr! Grazie a loro ho contratto delle nevrosi, debbo ricorrere allo psicologo".

Magari, commenta Augusto Minzolini sul Giornale, quella di Garavaglia è una reazione esagerata, però non si può di certo dire che stare al comando con il Movimento sia una passeggiata. La questione Ilva e l'addio di Arcelor Mittal ne è un modello: da una parte il Pd - consapevole di non potersi permettere di disilludere i cittadini - si dichiara disposto a salvare l'acciaieria, dall'altra i Cinque Stelle intenzionati a chiudere i battenti di un'azienda con ben 10mila posti di lavoro. Non solo, perché a Giuseppe Conte tocca la briga di mediare e dar conto di quei diciassette senatori grillini, capitanati da Barbara Lezzi, contro lo scudo penale, ossia a favore di un'imminente chiusura del sito di Taranto. Insomma, i pentastellati ancora una volta sono una miccia pronto a far esplodere l'ennesimo esecutivo. Miccia rappresentata nella prima legislatura dalla Tav e in quella attuale dall'Ilva.