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Giulia Sarti, non solo le sue foto hard. Gregorio De Falco confessa: "Cosa hanno in mano i grillini"

Le conseguenze del caso Giulia Sarti. Si parla della vergogna subita dalla grillina, le cui foto osè sono tornate in circolazione, come è arci-noto, negli ultimi giorni. Un caso spinoso che sta creando non pochi imbarazzi ai grillini. E non solo per quanto accaduto alla Sarti. Già, perché ora in Parlamento ci si interroga: quanto si sta diffondendo, in politica, l'uso di foto, video e audio rubati? Quanto possono essere importanti questi strumenti per la conquista del potere? A puntare il dito un po' tutti i partiti, come riporta il Corriere della Sera. Si parte dal Pd, con Michele Anzaldi, che dopo aver espresso solidarietà alla Sarti afferma: "I 5 Stelle dovrebbero tranquillizzare i colleghi della Sarti, che hanno partecipato a riunioni in casa sua dove c'erano telecamere in tutte le stanze. È una cosa illegale, di una gravità inaudita. Potenzialmente, un'arma di ricatto".

Dunque Gregorio De Falco, ex grillino, bandito dal M5s, che rivela: "Questi strumenti sono entrati in modo ossessivo nella vita delle persone e il problema è la congruità dell'uso che ne viene fatto, rispetto al fine legittimo". Ancor più manifesto Marco Marin, di Forza Italia: "Diffondere foto osè, registrare audio e video o conservare le schermate dei messaggini è nel dna di un Movimento che lancia l'agente provocatore". Insomma, la paura di essere registrati a tradimento e ricattati dai grillini, di subire insomma qualche cosa di simile a ciò che ha subito la Sarti, è palpabile. Lo conferma, infine, la piddina Alessia Morani: "Viene fuori un quadro inquietante. L'abitudione che hanno di filmare, registrare e conservarsi gli screenshot denota mancanza di fiducia tra di loro", conclude.