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Silvio Berlusconi presidente della Repubblica, tutto vero. La voce che gira alla Camera, l'incubo di M5s e Pd

Dietro al governo M5s-Pd c'è l'incubo (grillino) di Silvio Berlusconi. Ad ammetterlo, in una intervista per certi versi sconcertante a Repubblica, è il deputato pentastellato Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari istituzionale della Camera.

Secondo l'onorevole grillino, il rapporto con la Lega è "morto e sepolto" e la parola di Matteo Salvini "non vale più nulla". E fin qui, la solita musica ribadita anche da Luigi Di Maio secondo cui il Capitano non deve "strepitare, è pentito ma la frittata è fatta". Il dialogo, conferma Brescia, ora è con "tutto il centrosinistra. Ci interessa trovare il modo per non aumentare l'Iva al 25%, dopodiché si potrebbe andare a votare oppure investire su un progetto a medio-lungo termine". L'obiettivo, vero, è il 2022: "Penso alla legge elettorale che va collegata alla riduzione dei parlamentari, all'elezione del presidente della Repubblica. Silvio Berlusconi al Quirinale è terrorizzante".

Brescia, forse per convincere gli elettori grillini della bontà dell'inciucio con Matteo Renzi, rispolvera l'asso usato in tutti questi anni: il Cav presidente della Repubblica, scenario che a suo dire si realizzerebbe appunto nel 2022, in caso di urne anticipate e vittoria del centrodestra, che arriverebbe al momento delle elezioni con una maggioranza travolgente. Fantapolitica, perché il leader di Forza Italia avrebbe 86 anni ma soprattutto la sua candidatura al Colle sarebbe difficilmente ipotizzabile anche in caso del suo partito al 40%, figurarsi con la Lega dominante. Ma tutto fa brodo, in giorni di propaganda.