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Matteo Salvini, i sondaggi sulle regionali: "7-2 per Pd e M5s", primavera catastrofica per la Lega

Sondaggi alla mano, nel 2020 sarà una catastrofe per Matteo Salvini. La profezia del Fatto quotidiano forse è viziata da eccesso di ottimismo giallorosso, ma le prospettive per il leader della Lega e per il centrodestra sembrano effettivamente difficili. Tra due settimane si vota per le Regionali in Umbria e lì la leghista Donatella Tesei è data in vantaggio a sufficienza netto sul candidato di Pd-M5s Vincenzo Bianconi. Una vittoria nella roccaforte rossa però, suggerisce il quotidiano diretto da Marco Travaglio, potrebbe essere il canto del cigno del Capitano. Perché dalla prossima primavera, nelle altre tornati regionali il centrodestra potrebbe spuntarla solo in Veneto, dominio del Carroccio, perdendo invece in tutte le altre contese di fronte all'asse di governo.  

In Calabria il centrodestra non ha ancora un candidato unitario mentre Pd e 5 Stelle correranno insieme anche a costo di vedersi contro il governatore uscente Mario Oliverio, scaricato dai dem. "GPF Inspiring Research - ricorda il Fatto - riporta come intenzioni di voto un 28,2% al centrodestra e un 18,7 per l'asse 5Stelle-Pd, ma con una percentuale di indecisi o non votanti che arriva oltre il 53%. Guardando i risultati delle ultime Europee, favorevoli ai giallorosa, non è certamente il centrodestra il favorito". In Emilia Romagna, Pd e centrodestra sono quasi alla pari intorno al 44% ma vanno aggiunti a favore di Stefano Bonaccini i voti dell'8,5% che sostiene i 5 Stelle, che pure non digerisce il governatore in carica. Stesso scenario in Toscana, dove l'accordo con il Movimento (12,7% alle Europee) metterebbe il turbo al Pd in crisi anche se grava l'incognita del candidato. In Campania Fico ha smentito alleanze con Vincenzo De Luca, ma qualche formula forse si troverà: di sicuro, alle ultime europee insieme hanno preso il 55%, con la Lega al 38%. In Puglia il centrodestra dovrebbe presentarsi con un candidato espresso da Fratelli d'Italia, ma se i 5 Stelle (26% alle europee) andranno con il centrosinistra al 25% rischia di non esserci partita. In Liguria c'è l'incognita Toti: il governatore uscente ha spaccato Forza Italia e ricucire sarà complicato. Ogni voto è prezioso, perché alle ultime Europee Pd e M5s insieme hanno preso il 49% e il centrodestra il 46. Nelle Marche "un sondaggio precoce di Bidimedia dà in vantaggio il centrodestra (41%) nelle intenzioni di voto rispetto a 5 stelle e centrosinistra". Ma occhio, perché il sindaco dem di Pesaro Matteo Ricci ha chiamato in giunta un assessore grillino: segnali di disgelo fondamentali. Il Veneto, come detto, è l'unica carta sicura della Lega, con il governatore Luca Zaia quasi insuperabile con il 62% del centrodestra alle Europee. Si ripartirà da lì.