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M5s, altre 21 espulsioni dopo il "no" a Mario Draghi: "Pregiudicata l'immagine del gruppo"

Altra slavina nel Movimento 5 Stelle. Dopo i senatori espulsi per aver votato contro Mario Draghi, ecco che è la volta dei deputati. Sarebbero 21 quelli messi alla porta dai vertici, che si vanno ad aggiungere ai 15 del giorno prima. A ufficializzare la soluzione del reggente Vito Crimi è Davide Crippa. "L’attività del gruppo parlamentare Movimento 5 stelle è informata ai principi di partecipazione trasparenza e responsabilità nell’ambito della leale collaborazione tra i suoi componenti", ha premesso il capogruppo Cinque Stelle alla Camera nella lettera con cui ufficializza ai dissidenti l’espulsione dal gruppo.

"Dal resoconto della seduta dell’assemblea di giovedì 18 febbraio - prosegue - risulta che tu abbia votato in difformità dal gruppo in occasione della mozione di fiducia al governo Draghi. Tale fatto oltre a designare il mancato rispetto delle decisioni assunte dagli iscritti con la votazione in rete e, conseguentemente, dagli organi del Movimento pregiudica l’immagine l’azione politica del nostro gruppo parlamentare". E ancora: "Pertanto su indicazione del capo politico dispongo sentito il comitato direttivo la tua immediata espulsione dal gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle senza ratifica degli iscritti ai sensi dell’articolo 21 dello Statuto". 

Su quello che sarà il futuro dei riottosi rimane ancora un mistero. Se in un primo tempo si era pensato a un nuovo partito con Alessandro Di Battista, a stretto giro arriva la smentita. "Dibba con il M5s come Renzi con il Pd? Invito i miei ex colleghi a non mettere in giro, tra l'altro senza nemmeno metterci la faccia, voci false sul mio conto - ha tuonato il diretto interessato -. Patti chiari e amicizia lunga. Tra l'altro se mi paragonano a Renzi mi paragonano ad un loro alleato di governo". Peccato però che era stato lo stesso ex grillino a lanciare una diretta social perché “ci sono cose da dire. Scelte politiche da difendere. Domande a cui rispondere e una sana e robusta opposizione da costruire”.

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