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Piazza Caricamento, tenta di rubare furgoncino Amiu: preso 20enne tunisino

“Genova ha diritto allo sviluppo, deve crescere e non può restare al palo, isolata da tutti. Se Pd e M5S continueranno a bloccare l’avvio dei lavori della Gronda, rinviando sine die la realizzazione dell’opera strategica per la Liguria e l’intatto Paese, siamo pronti a scendere in piazza con una mobilitazione perché per crescere occorrono le infrastrutture”.

Lo ha ribadito oggi il capogruppo regionale Franco Senarega (Lega).

“Infatti – ha aggiunto Senarega – non se ne può più di scuse e pretesti della maggioranza al Governo, che per l’ennesima volta ha dimostrato di voler bloccare l’opera perché il Pd nei fatti si è inchinato alle politiche del ‘non fare’ del M5S per arraffare qualche poltrona in più.

Come giustamente ha ricordato oggi il nostro deputato Edoardo Rixi, non permetteremo che siano distrutti litorale e quartieri sul territorio con un nuovo, folle, tracciato sul litorale genovese.

Inoltre, rivedere il progetto esecutivo si tradurrebbe in un blocco dell’opera con un allungamento dei tempi inaccettabile perché equivarrebbe a ripartire daccapo e sperare in un’apertura dei cantieri tra minimo sei anni.

Le dichiarazioni di esponenti M5S che hanno proposto di modificare il tracciato della Gronda appaiono non solo delle bestialità, ma anche uno schiaffo e una mancanza di rispetto verso la nostra città, già colpita dal tragico crollo del Ponte Morandi, perché significherebbe far passare ulteriori mezzi pesanti in mezzo alle case, sulla Guido Rossa, lungo la costa, distruggendo interi quartieri e il litorale tra Pegli e Voltri.

Se i pentastellati non vogliono far realizzare la Gronda e gli esponenti del Pd, inclusi i fuoriusciti renziani, sono supini al M5S, la Lega e i leghisti non mollano.

Ricordo che il progetto è già stato approvato e finanziato. Inoltre, ha ricevuto tutte le autorizzazioni ambientali e urbanistiche possibili dopo anni di confronti sul territorio.

In sostanza, per dare inizio ai lavori della Gronda basta solo la firma del neo ministro Pd delle Infrastrutture e Trasporti, che invece tentenna e si è inchinata al M5S”.