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Comunali "amare" per il M5S: pesano le divisioni interne e il poco radicamento sul territorio

All'indomani delle elezioni comunali, il Movimento 5 Stelle deve fare i conti con un risultato deludente. I 5 Stelle, infatti, si ritrovano fuori dai ballottaggi delle città più grandi: a Palermo perdono, così a Genova e, come previsto, anche a Parma. Ma 'brucia' anche la perdita di Mira (provincia di Venezia) uno dei primi comuni conquistati dai 5 Stelle: qui non si candidava il sindaco uscente, Alvise Maniero, ma la candidata pentastellata Elisa Benato non ce l'ha fatta. Mentre a Sarego, altro comune del Veneto, il sindaco uscente M5S Roberto Castiglion è in vantaggio.

Pesa lo stesso comun denominatore
Situazioni diverse dove però pesa lo stesso comun denominatore: le divisioni interne a M5S e il poco radicamento sul territorio. Sono queste a incidere sui risultati poco lusinghieri in casa 5 Stelle ed è probabile che questo riaccenda le perplessità dell'ala più ortodossa del Movimento e che inneschi un nuovo 'processo' alla figura di Luigi Di Maio, responsabile Enti Locali oltre ad essere nei fatti candidato premier in pectore (anche se sarà la Rete a decidere il nome nei prossimi mesi).

L'orientamento: non fare drammi
In ogni caso, secondo quanto si apprende nelle prime ore del 'day after', l'orientamento 5 Stelle sarebbe di non fare drammi mettendo in evidenza i dati positivi: a Palermo e Genova, viene spiegato, M5S rimane probabilmente la prima forza politica, anche se su questo gli stessi 5 Stelle aspettano i dati definitivi per fare un'analisi dettagliata e un confronto con i risultati precedenti.

A Palermo ha pesato il caso firme false, a Genova la vicenda Cassimatis
Ma i pentastellati, veniva sottolineato nel Movimento già prima del voto, hanno sempre faticato nelle elezioni locali rispetto a quelle nazionali e sapevano che a Palermo non sarebbe andata bene per colpa - anche - della vicenda delle firme false, con l'ex 5 Stelle Riccardo Nuti che è arrivato a presentare un esposto contro il candidato M5S Ugo Forello; e che Genova, la città di Beppe Grillo, avrebbe scontato la vicenda Cassimatis, la candidata 'sconfessata' dal blog dopo le Comunarie. Anche a Parma il risultato era ampiamente previsto dagli stessi 5 Stelle: Federico Pizzarotti, che conquista la sua 'riscossa' personale nei confronti del Movimento e di Grillo, forte dei risultati ottenuti in questi anni da primo cittadino, arriva al ballottaggio e di fatto 'azzera' i 5 Stelle nella sua città.

Adesso i pentastellati dovranno fare i conti con questo esito elettorale, anche se a ora non è prevista alcuna assemblea congiunta dei parlamentari. Grillo dirà la sua sul blog entro la mattinata. L'obiettivo indicato in ambienti 5 Stelle, prima del voto delle comunali, era quello di entrare in più consigli comunali, specie in quelli dove ancora non c'è alcun rappresentante M5S: come Trapani e Palermo in Sicilia, ma anche L'Aquila in Abruzzo o Taranto in Puglia.

Il traguardo principale di Grillo resta la Sicilia: il 5 novembre ci saranno le elezioni Regionali e il leader M5S è convinto che da lì partirà la riscossa con una vittoria che viene vista quasi come sicura. Poi, le elezioni nazionali dove i 5 Stelle credono ancora di avere ottime chance di sconfiggere Pd e centrodestra.