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Stati Generali M5S, Di Maio: sono a disposizione. Alleanze programmatiche, non strutturali

Azzolina: sulla scuola la politica italiana finora ha balbettato. Di Battista: non vedo l'ora di rimettermi in gioco, alle prossime elezioni il Movimento andrà da solo. Fico: condividere agenda col centrosinistra, essere autonomi non vuol dire autosufficienti

"Io continuo a voler bene a Grillo, Casaleggio, Di Battista, i rapporti personali sono altra cosa. Dal punto di vista politico io mi sono modesto da capo politico proprio per avviare il dibattimento degli Stati Generali, che dovevano giungere un mese e mezzo dopo ma il ritardo non è colpa di neppure uno. Io dico che l'unità è la forza del M5S, le divisioni non servono a neppure uno. Io per questo Movimento non mi sono mai risparmiato. Riprenderselo non è il mio interesse, credo però che questa grande famiglia possa ripartire più forte dopo gli Stati Generali". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, prima del suo intervento agli Stati Generali del M5S. E commentando l'intervento del premier, ha aggiunto: "Noi abbiamo indicato il Presidente del consiglio Giuseppe Conte due volte. Ci siamo battuti per questo. Conte è rappresentativo di tutto il governo. Non voglio tirarlo per la giacca, ma credo che sia molto in sintonia con i valori e le idee del M5S".

Poi Di Maio è intervenuto all'assemblea: "Questo periodo ci ha insegnato tante cose e il M5S ha avuto idee lungimiranti, dai riders al decreto dignità o al ricavo di cittadinanza. Tutti vedono il risultato ma poco il lavoro che c'è dietro. Questo non vuol dire che va tutto bene". E sottolinea: "Io voglio un M5S autonomo, forte e protagonista e che si deve far valere di più nel governo, deve cambiare passo". "Il limite ai due mandati è sacrosanto e a quanto ho capito troveremo una nuova sinergia con Rousseau. Continueremo a lavorare con Davide (Casaleggio, ndr)".

Poi il ministro passa a parlare di alcuni temi specifici: "O si estromettono i Benetton dall'azionariato o sia revoca subito". "Rinviare la riforma del fisco, lo dico subito, è stato un errore. Bisogna fare la riforma del fisco subito, partendo dagli autonomi". " E' necessario superare le ambiguità in ambito internazionale e entrare in una grande famiglia europea".

"Sulle nomine - prosegue Di Maio - non capisco perché dobbiamo farci del male da soli. Non è un dibattimento intimo al Movimento, noi siamo al governo. Facciamo subito una legge pubblica che preveda candidature pulite e trasparenti e combattiamo per questo. E lo stesso vale per la sanità e le nomine dei direttori sanitari". E conclude: "Apriamo alle alleanze programmatiche e non a quelle strutturali", per questo sarà "fondamentale" il futuro organo collegiale.

Prima del ministro, sul palco virtuale si sono alternati i principali esponenti del Movimento.

Azzolina: sulla scuola la politica italiana finora ha balbettato
"Grazie per essermi stati vicini sia quando abbiamo inventato la Didattica a distanza,  sia ora che stiamo difendendo la didattica in presenza. Noi siamo stati gli unici a dire che la rete è vitale, oggi si rischia di non poter lavorare e studiare senza". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina prendendo la parola agli Stati Generali M5S. "In Italia purtroppo la politica sulla scuola si è dimostrata balbettante. La politica deve essere servizio per la collettività: merito e competenze devono essere fondamentali,M5s li hanno sempre difesi, i cittadini meritano persone giuste al posto giusto", ha proseguito Azzolina.  "La scuola italiana educa anche alla gentilezza e alla parità, la scuola consente alle donne di essere trattate in modo civile". E ancora: "I valori sono la condizione sine qua non che ci terrà uniti. Serve coraggio: senza, la politica rischia di essere morta. Rafforziamo la nostra identità con  una agenda politica che guardi ai prossimi 10 anni dando alla scuola il ruolo che merita", ha concluso la titolare del ministero di viale Trastevere.

"La lotta per evitare le diseguaglianze non può essere barattata; tenere aperte le scuole significa anche questo: grazie alla scuola alcuni studenti vengono sottratti alla strada e alla criminalità. Sulle scuole non può esserci regionalismo, tanto meno delle diseguaglianze", ha sottolineato con forza la ministra, concludendo: "Lo dico con amarezza il nostro Paese non è mai stato per i giovani, spesso bistrattati: i giovani devono essere messi al centro dell'agenda culturale, devono diventare protagonisti, senza dover fuggire all'estero".

Di Battista, non vedo l'ora di rimettermi in gioco
"Non vedo l'ora di rimettermi in gioco per il Movimento ma abbiamo bisogno di garanzie". Così Alessandro Di Battista interviene agli Stati Generali. "Io non vedo l'ora di poter rimettermi in prima linea con il Movimento 5 stelle, vedremo come e in che ruolo, così come non vedono l'ora tantissime persone che vogliono soltanto battagliare e che hanno fatto sacrifici. Io e tutte queste persone abbiamo tuttavia bisogno di garanzie", chiarisce l'ex deputato dei 5S, che poi sottolinea: "Nessuno qui è nostalgico, tutti noi guardiamo al futuro del Movimento e del Paese ma la più grande ricchezza di una forza politica è il voto di opinione. A volte si può perder alcune elezioni e noi le abbiamo perse spesso e volentieri, ma mantenendo un'identità si rafforza la possibilità successiva di prendere tanti voti".

"Venga scritto nero su bianco che non ci sarà nessuna deroga al doppio mandato" dice citando una delle condizioni essenziali per il 'nuovo' Movimento. "Qualunque legge elettorale ci sarà, il Movimento si presenterà alle prossime elezioni da solo. E il Movimento non appoggerà mai una legge elettorale senza preferenze". Sono altre due condizioni indicate da Di Battista. "Nessuno si senta attaccato su questo punto. Sia chiaro: io sono innamorato del Movimento e sono convinto che si possa rilanciare", ma ora c'è bisogno di "un Comitato di garanzia" con dentro gli iscritti "e neppure uno del governo" per le "regole e le nomine nei ministeri e nelle partecipate statali", incalza, indicando, poi, in sei mesi, il termine entro il quale il Comitato dovrà pubblicare la lista. M5s, ha poi aggiunto, "ha innumerevoli meriti ma deve fare anche autocritica, il che che significa rafforzarci e portare avanti le battaglie con ardore" perché sennò si rischia un suo indebolimento e, quindi, una "restaurazione che potrebbe essere repentina".

Fico: condividiamo agenda con il centrosinistra
"Il Movimento ha la responsabilità di gestire questa fase delicatissima e serve essere coesi per affrontare sfide davvero epocali. Deve restare una forza autonoma con il proprio programma e la propria linea. Mai subalterna. Questo però non vuol dire essere autosufficienti. Dobbiamo fare rete con altre forze politiche dove c'è possibilità di convergenza. Serve proseguire il confronto con il centrosinistra con cui siamo al governo e condividiamo un'agenda da portare avanti, anche a livello amministrativo, dove sarà possibile". Così Roberto Fico, presidente della Camera ed esponente del Movimento 5 stelle intervenendo alla plenaria degli Stati generali del Movimento.

"Non ho mai nascosto le mie perplessità su alcune derive del Movimento - prosegue - un certo modo di fare comunicazione, la rincorsa del consenso a discapito della costruzione, il cadere in dinamiche che volevamo rivoluzionare. Ma ho cercato sempre di dare il mio contributo per costruire, non per rompere, con onestà e riconoscendo gli errori fatti". E aggiunge: "Dobbiamo cambiare l'organizzazione per adattarla a quello che siamo ora. Il capo politico deve essere un organo collegiale nazionale che rappresenti tutti e faccia sintesi. Lo stesso a livello territoriale, superando il team del futuro". E ancora: "I contrasti all'intimo di qualsiasi gruppo sono inevitabili, anzi, ben vengano. Ma chi ha usato strategie tipiche della vecchia politica, che non hanno nulla a che vedere con l'ortodossia, non può invocare oggi la mancanza di coerenza e la purezza. Cordate, correnti, strategie acchiappa-like e personalismi sono diffusi. Anche in questi giorni, la sfida muscolare sul contarsi non ha nulla a che vedere col Movimento delle origini. Siamo cambiati ma non ci sono persone più pure di altre". E ha concluso: "La nostra capacità di incidere e innovare dipende solo da noi. Possiamo restare avanguardia se sapremo davvero guardare avanti, con il coraggio di cambiare le cose, l'umiltà di ascoltarci l'un l'altro e la voglia di essere squadra".