M5S News

Sfratto della madre di Taverna (M5s), la senatrice: mamma esercita un diritto

La madre di Paola Taverna, vicepresidente del Senato, vive in un alloggio popolare a Roma. La sindaca Raggi: faremo indagini e applicheremo la legge. La senatrice: ha una pensione minima e 80 anni. Non ha più diritto? Ha adito le vie legali perché pensa invece di sì

Da "un accertamento sembra che mia madre non abbia più diritto all'alloggio" popolare in cui abita ma lei "ha adito le vie legali perché ritiene di averne diritto. Dov'è la notizia?". Lo dice la vicepresidente M5s del Senato, Paola Taverna commentando in un video su Fb le polemiche nate sulla casa popolare che la madre abiterebbe senza averne diritto.

"Credo che mia madre stia agendo bene e credo che mia madre a 80 anni abbia tutto il diritto di desiderare di morire nella stessa casa nella quale è vissuta" afferma la senatrice che continua: "Mia madre ha 80 anni, percepisce una pensione minima e vive in un a casa popolare dove ho vissuto anche io per tanti anni". Quindi, continua Taverna, "qual è la notizia che voleva dare oggi la Repubblica? Forse che la mia famiglia è una famiglia povera? O che io non mi sono arricchita con il mio lavoro e che potevo utilizzare 200 mila euro che ho scelto di restituire per la casa di mia madre?. Ma, sapete, per noi del M5s il ruolo che stiamo svolgendo serve per risolver i problemi di tutti e non i nostri problemi personali". La senatrice conclude: "non provo vergogna a venire da una famiglia povera e ancora meno non provo imbarazzo a dire che la mia famiglia non è diventata benestante". 

Raggi: faremo indagini, applicheremo legge 
"Faccio una premessa, questo caso l'ho appreso dalla stampa. La senatrice Taverna mai si è permessa di chiamare questa amministrazione o me, e lo sottolineo perché da quanto mi risulta in passato le assegnazioni delle case non avvenivano in questo modo. Si faranno tutte le indagini e si seguirà la legge esattamente come per le altre persone". Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a margine dell'inaugurazione di 'Binario F', in merito al caso dell'alloggio popolare intestato alla madre della senatrice pentastellata Paola Taverna a cui gli uffici capitolini avrebbero contestato la mancanza dei requisiti per poter continuare a beneficiare dell'assegnazione.

Ente Regionale: sindaco può firmare atto. Comune: tocca a loro
Sull'eventuale atto esecutivo che potrebbe dare il via allo sfratto c'è di fatto una divergenza tra Campidoglio e Ater. Dal Campidoglio spiegano che un eventuale "atto esecutivo dovrà essere predisposto dall'ente regionale Ater, proprietario del bene". Dall'Ater invece sostengono che "il procedimento amministrativo viene impostato e concluso da Ater con il decreto di rilascio e per questo siamo in attesa del responso del Tribunale, ma alla fine serve l'ordinanza di esecuzione del decreto firmata dal sindaco o da un suo delegato. Ordinanza che - sottolineano - potrebbe essere firmata anche indipendentemente dal procedimento". 

Iter decadenza avviato 4 anni fa. Famiglia occupante ha fatto ricorso
La questione si trascina da quasi quattro anni. Il punto è la legittimità di usufruire di un alloggio popolare da parte della madre della senatrice M5S Paola Taverna. Il 3 dicembre 2014 l'Ater, l'ente a cui appartiene la casa, dopo avere condotto "accertamenti sui diritti di proprietà sui beni patrimoniali" del nocciolo familiare e avendo rilevato che "superavano i limiti stabiliti dal regolamento regionale", avviò il procedimento di decadenza dall'assegnazione dell'alloggio sociale in zona Prenestina. L'Ente chiarisce anche che le "successive controdeduzioni mandate dal legale della famiglia non sanavano la questione tanto che il 3 dicembre 2017 fu inviata a Roma Capitale una proposta definitiva di decadenza dalla titolarità dell'alloggio". Il provvedimento di decadenza definitiva viene emesso dal dipartimento politiche abitative del Comune il 23 gennaio 2018 e il 6 marzo scorso, spiegano sempre da Ater Roma, "è stato inviato alla madre di Paola Taverna un atto in cui si chiede di liberare la casa". Il 14 giugno 2018, non essendo ciò avvenuto, viene emesso un decreto di rilascio dell'immobile. Nel frattempo l'occupante si è rivolta ai legali facendo un ricorso al provvedimento del Comune e un'istanza di sospensiva al Tribunale civile di Roma.