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Sicilia. Grillo: M5S contro vecchia melma. Salvini: sciogliere le Camere

Il sottosegretario alla salute, Faraone torna ad attaccare Grasso: neppure uno è intoccabile. Mentre Silvio Berlusconi parla di 'fallimento del Pd'. Rossi, Presidente di Mdp gela i Dem escludendo alleanze future: per noi risultato dignitoso, daremo al Paese una sinistra seria 

All'indomani della sua elezione a Governatore della Sicilia, Nello Musumeci - da quanto si apprende - è già al lavoro. Nella sua abitazione catanese starebbe esaminando alcuni dossier per poter subito affrontare le prime emergenze. Ma, le polemiche sull'esito del voto, proseguono. Nervi tesi. soprattutto in casa Dem, dopo la sonora sconfitta. Il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone continua a tirare in ballo Pietro Grasso, imputato di non aver avuto a sufficienza coraggio a candidarsi. Sicuramente - spiega - le cose sarebbero andate diversamente. Il Portavoce del Presidente del Senato ha bollato questi attacchi in modo chiaro ed inequivocabile: "dal Pd scuse patetiche". Oggi Faraone a chi lo ha attaccato replica: “Noi avevamo proposto a Grasso la candidatura a presidente della regione. Siamo stati qualche settimana in attesa di una risposta che poi è stata negativa. Chi fa politica è soggetto a critiche come tutti coloro che ci mettono la faccia e decidono di farla. Non credo che su qualche uomo politico si possa fare critiche e su altri no. Tutti sono soggetti a critiche. Chiunque fa politica non è intoccabile”.

Mentre prosegue questo botta e risposta tra Faraone e Grasso, il Governatore della Puglia Michele Emiliano - che ieri aveva tenuto a sottolineare che non è per le 'dimissioni' di Renzi, da molti addidato come  principale responsabile della batosta presa in Sicilia - invita proprio l'ex premier "ad ascoltare le anime del partito, visto che quella sua e basta non  è sufficiente a leggere il Paese nè a leggere il Pd e il centrosinistra". Altro invito a Renzi arriva dal Capogruppo dei senatori Dem, Luigi Zanda, che si definisce "un non renziano, che lo ha sostenuto con lealtà". Partendo dalla premessa che è difficile mantenere due ruoli (segretario e candidato premier come da Statuto) gli propone di dare un segnale, di fare un passo in avanti, ossia "di spezzare questo legame". 

Il 'perchè' di questo risultato però non va cercato solo in una leadership forte che è mancata, ma anche nella frammentazione e dagli addii di questi ultimi mesi che hanno fortemente minato il Pd. Da ieri si moltiplicano gli appelli per ripensamenti o alleanze. Ma le risposte sono poche e non lasciano presagire nulla di buono per il futuro, a meno di un cambio di rotta della dirigenza Dem. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, fondatore di Articolo Uno - Mdp, in un post sul suo profilo Facebook infatti sostiene che: "con questo Pd e le sue politiche neoliberiste si continuerà a far crescere la destra e il M5Stelle". Dunque - prosegue - noi cercheremo di dare al Paese "una sinistra seria e alternativa" rilevando come il risultato siciliano: "è per noi dignitoso e incoraggiante".

Mentre all'intimo del Pd ci si confronta sulle responsabilità della sconfitta, il leader del M5S, Beppe Grillo dal suo blog rivendica: "Siamo la prima forza politica, in tutto il Paese ed in Sicilia, abbiamo ottenuto un risultato che ha rovesciato gli equilibri in quella solita vecchia melma che ci troveremo ad affrontare fra qualche mese. grazie a voi, niente maalox ieri sera, sono contento e sento che l'avventura  appena ricominciata, perché noi non facciamo politica, questa  la nostra avventura per restituire dignità ad un Paese bellissimo che amiamo". 

Centrodestra in festa per l'ottimo risultato in Sicilia. Il Cavaliere dalle pagine del Corriere della Sera parla di sconfitta del Partito Democratico. E disegna nuovi equilibri: la sfida ora è tra noi e il M5S. Il leader della Lega, Matteo Salvini da Catania, forte del successo ottenuto alle urne chiede al Capo dello Stato di sciogliere le Camere  "il prima possibile e permetta di votare il prima possibile. ll governo Gentiloni-Alfano-Renzi non rappresenta ormai più neppure uno. Quindi prima si vota meglio è".