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L'Agenzia comunale sulle tossicodipendenze verso la chiusura, il M5s chiede la liquidazione

Chiudere l'ente, trasferire dipendenti e servizi al dipartimento capitolino afferente e adibire la sede a "stazione di posta". I Cinque Stelle vogliono smantellare l'Agenzia comunale sulle tossicodipendenze. Aperta nel 1998 per gestire tutta una serie di servizi a contrasto di forme varie di dipendenza, dalla aroma al gioco d'azzardo, è in mano a un commissario per la gestione ordinaria dal 2015. Ma sono anni in realtà che si parla di una liquidazione della società, partecipata al 100 per cento dal Comune di Roma. Del 2013, sotto l'ex sindaco Ignazio Marino, una delibera di giunta ne fissava la chiusura. Mai arrivata. 

Ora i Cinque Stelle ci riprovano. E' in calendario per la seduta di Consiglio del 18 aprile il voto a una mozione a firma dei consiglieri Maria Agnese Catini, Cristiana Paciocco, Valentina Vivarelli, Nello Angelucci, Maria Teresa Zotta che impegna la sindaca a smantellare un ente "inservibile", di quelli da inserire a pieno titolo nell'elenco di sprechi e inefficienze della macchina amministrativa. "Si rende necessario superare l'attuale modalità di gestione delle politiche di contrasto alle dipendenze - è scritto nel testo da portare in aula - per renderla più efficace e coerente con le attuali esigenze". Quindi "è opportuno provvedere alla chiusura dell'Istituzione non più rispondente a criteri di economicità e di efficiente gestione". 

In parallelo però tocca spostare le stesse attività condotte dall'agenzia al dipartimento Politiche sociali di viale Manzoni e "costituire un appropriato ufficio" con annesso trasferimento dei dipendenti capitolini. Sempre il dipartimento si occuperà di gestire i rapporti con l'attuale affidatario dell'azienda agricola di Città della Pieve, una struttura in provincia di Perugia che accoglie ex tossicodipendenti con piano di reinserimento socio lavorativo. Fino ad oggi gestita dall'agenzia capitolina. 

Altra mossa prevista dalla mozione: destinare l'immobile di via Savona adibito a sede dell'agenzia, a una "stazione di posta", di quelle progettate a giugno 2018 dalla giunta capitolina per accogliere senza fissa dimora.