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Befana, le scuse di Meloni non placano il M5S ma 'licenziare' l'assessore non sarà semplice

Le scuse sono arrivate ormai da due giorni ma la bufera scattata dopo le parole di Adriano Meloni è di quelle destinate ad oscurare il cielo del Campidoglio a lungo. L'accusa avanzata dall'assessore al Commercio al consigliere della maggioranza pentastellata Andrea Coia, presidente dell'omonima commissione, è di quelle pesanti e getta ombre su tutto il Movimento romano: "E' lecito pensare che si sia accordato con i Tredicine" aveva affermato in relazione al bando per l'assegnazione dei banchi alla festa della Befana in piazza Navona, dove diverse postazioni sono state vinte da membri della famiglia Tredicine. Poi le scuse.

Così si prepara il processo all'assessore romano naturalizzato milanese. Meloni è stato convocato per la riunione di maggioranza di domani per discutere della sua posizione. E se da settimane serpeggiava il malumore per le sue continue assenze in giunta, l'assessore al Commercio potrebbe mancare anche alla resa dei conti con la maggioranza capitolina. 

Non c'è solo la rabbia di Virginia Raggi da placare. Andrea Coia non l'ha proprio mandata giù. Le sue parole rese pubbliche su Facebook sono difficilmente interpretabili: "Ciò che ho letto sui principali quotidiani è falso, grave e intollerabile sia per quanto riguarda la mia persona che per tutto il Movimento 5 Stelle. Darò mandato al mio avvocato di valutare se e contro chi sporgere querela" ha scritto. "Il Movimento 5 Stelle sta facendo una grande battaglia in Campidoglio e nei Municipi che amministra per la legalità combattendo poteri forti e radicati sul territorio e questo gruppo sta spendendo tutte le sue energie per questo obiettivo nella speranza che tutti i cittadini partecipino a questo necessario cambiamento. A riveder le stelle".

C'è però un rovescio della medaglia. Adriano Meloni è uomo di Davide Casaleggio. L'imprenditore, in passato, ha collaborato con la Casaleggio Associati e non potrà essere liquidato con leggerezza. Entrambi a Milano, anche nelle scorse ore, dopo la sgridata al telefono con la sindaca Virginia Raggi, l'assessore ha già parlato con il figlio del fondatore del movimento per un confronto. Non solo. Meloni potrebbe rivelarsi utile nel processo sul caso nomine che la sindaca dovrà affrontare il 9 gennaio. Il fratello di Raffaele Marra, Renato, era stato promosso proprio a capo di uno dei 'suoi' dipartimenti, quello al Turismo. Stabilire di chi fu la scelta potrebbe cambiare le carte per la prima cittadina. 'Licenziare' Meloni potrebbe rivelarsi più coplicato del previsto.