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Sicurezza, la Lega torna all'attacco: "M5s doti i vigili del taser". Resta però il muro del Campidoglio

Dotare i vigili urbani del taser. La finta pistola a impulsi elettrici che tanto piace al ministro Matteo Salvini torna al centro delle polemiche romane. A riaccendere il dibattimento l’aggressione subita al Colosseo da agenti della Polizia locale per mano di un gruppo di venditori abusivi. E allora ecco che il leader della Lega torna all'attacco: "La città merita di più e ci saremmo aspettati risultati migliori dall’attuale giunta, che invece nega perfino il Taser ai vigili come previsto dal Decreto Sicurezza". Già, perché dal Campidoglio il muro sulla questione è già stato issato quando il parlamento ha licenziato la nuova normativa (il dl 113/2018), che dà la possibilità ai Comuni con più di 100mila abitanti, di fornire lo strumento al proprio organico di polizia. I salviniani però ci riprovano. 

"Se il sindaco e la giunta continueranno a negare ciecamente l’evidente necessità di dotare la Polizia locale di uno strumento dissuasivo efficace continueremo ad assistere a scene di violenza incontrastata nei confronti delle forze dell’ordine e dei cittadini" attaccano il capogruppo leghista in Campidoglio Maurizio Politi e la coordinatrice romana della Lega Flavia Cerquoni. A firma Politi una mozione protocollata da discutere in Aula, per impegnare Raggi a nominare un delegato alla Polizia locale che si occupi oltre che della dotazione dei taser, in generale, del rafforzamento delle misure di sicurezza in uso agli agenti che pattugliano le strade romane. 

D'altronde c'è chi lo ha fatto. Una scelta per i salviniani che è solo di buon senso. Verona, Pisa, Venezia, Novara hanno scelto il taser per i loro agenti. Inutile specificare che sono tutti Comuni guidati da coalizioni di centrodestra. A dire no invece con appositi atti votati nei Consigli comunali, Milano, Palermo e Torino. E anche in Campidoglio, per ora, il diniego è netto, già espresso e oggi ulteriormente confermato. "Non è proprio in agenda" assicurano fonti di palazzo Senatorio, e nemmeno in quella del Comando Generale della Polizia locale. Dai sindacati invece, c'è chi invita la sindaca a portare quanto meno la discussione in Assemblea. 

"Abbiamo lanciato un sondaggio su queste pagine (Facebook, ndr) dedicato alla possibilità o meno di dotare la Polizia Locale di Roma del taser o no. La risposta è stata schiacciante: 77% SI" ha commentato il segretario del Sulpl Roma, Stefano Giannini. "Guanti, manette, spray urticante, bastone distanziometro, taser ed, infine, pistola" sono gli strumenti "messi in ordine, non a caso, di risposta alla minaccia ed alla esigenza di difesa dell'operatore" prosegue Giannini. "Ogni oggetto mancante è una possibilità in meno per l'operatore per difendere se stesso e per difendere il cittadino che ne abbia necessità. Ora tocca alla politica romana decidere, dopo che lo ha fatto Milano. Cara sindaca Raggi, quando fai decidere se dotare o meno la Polizia Locale di Roma del Taser?".  Che i sindaci dovrebbero approfittare di quanto stabilito dal Decreto sicurezza è sicuro il coordinatore romano dell'Ugl Polizia locale Marco Milani: "Bisogna farla finita con i giochetti politici e iniziare a fornire le Polizie Locali di dissuasori elettrici".

Cos'è il Taser e come funziona

Il Thomas A. Swift’s Electronic Rifle, in breve Taser, è una pistola di colore giallo, in grado di sparare due piccoli aghi legati da fili elettrici al dispositivo che, con una scarica elettrica, possono immobilizzare l'obiettivo. Classificato tra le armi da difesa "meno che letali", il dissuasore elettrico è stato tuttavia inserito dall'Onu nella lista degli strumenti di tortura, mentre secondo Amnesty International negli Usa l'arma sarebbe responsabile di centinaia di morti. Dotato di una memory card che registra la data, l'ora e il numero dei colpi sparati, ha un raggio d'azione di poco meno di 7 metri e gli aghi sparati non devono penetrare negli abiti per agire. Questo dispositivo è in dotazione alle Forze di polizia in circa 107 Paesi, tra cui Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Kenya e in Europa in Finlandia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito. Lo strumento è stato utilizzato in via sperimentale in Italia, a settembre scorso, per tre mesi, in 12 comuni. Non nella Capitale.