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Dopo cinque anni, viene restituita ai siciliani un'opera importante che ha spaccato l'isola in due parti

“Domani, per usare le parole del viceministro Giancarlo Cancelleri – si restituisce ai siciliani un’opera importante, ma se questo è stato possibile è stato solo grazie al turbo messo da Giancarlo al cantiere già all’indomani del suo arrivo al ministero. Negarlo sarebbe negare l’evidenza”.Lo affermano i deputati  del M5S all’Ars, che domani saranno presenti alla cerimonia di riconsegna del viadotto ai siciliani dopo 5 anni dal crollo.
“Non è certo questa la tempistica – dice il capogruppo Giorgio Pasqua - con cui le istituzioni devono rispondere ai cittadini. Cinque anni sono un’era geologica per chi sconta sulla propria pelle  disservizi come quelli causati dal crollo del ponte, ma è di tutta evidenza che senza lo strenuo impegno  di Giancarlo, che sul posto ha fatto una miriade di sopralluoghi, facendo alito sul collo alle imprese, la riapertura sarebbe ancora un miraggio. Ora si applichi il modello Himera-ultima parte a tutte le strade abbandonate da tempo”.
“Falcone? Apprendiamo  dal quotidiano La Sicilia - afferma Pasqua - che avrebbe presentato le dimissioni,  che, da copione, Musumeci respingerà. Avrebbe fatto meglio a risparmiarsi e a risparmiarci questa farsa. Se voleva salvare la faccia, le sue dimissioni dovevano essere vere e senza appello”.
“Quella del 31 luglio – conclude Pasqua – è una data alla quale noi del Movimento siamo molto affezionati. Lo stesso giorno di 5 anni fa,  con le donazioni di parte degli stipendi dei deputati 5 stelle all’Ars, riuscimmo a ricucire la Sicilia spezzata in due dal crollo del ponte con la famosa trazzera, mentre le istituzioni dormivano”.