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Siracusa, scarsi fondi per l’ex Provincia: Cafeo e M5S ai ferri corti con l’assessore Grasso

Cafeo, Ficara e Zito replicano duramente alle parole dell'assessore regionale mentre la Cannata assicura che il "caso Siracusa" finirà sul tavolo del governo nazionale

L’erogazione di un solo milione e 200 mila euro per l’ex Provincia di Siracusa ha acceso un feroce dibattimento in seno alla politica locale e regionale. L’assessore alle Autonomie locali della Regione Siciliana Bernardette Grasso, è infatti intervenuta in merito alla ripartizione dei fondi fra le ex Province e allo specifico caso del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, stigmatizzando le critiche ricevute dal deputato regionale Giovanni Cafeo e dalla deputazione regionale e nazionale del M5S che in coro hanno attaccato l’assessore affermando che il governo regionale ha abbandonato il territorio siracusano.

“La complessa condizione finanziaria del Libero Consorzio Comunale di Siracusa ha, e ha sempre avuto, massima attenzione e concreto sostegno da parte del governo Musumeci – dice- . Sottolineo che, nello scorso mese di agosto, in sede di ripartizione della prima tranche di risorse derivanti dall’accordo integrativo fra Stato e Regione, Siracusa aveva già ricevuto un’assegnazione pari a più di 7 mln di euro. La ripartizione degli ulteriori 28 mln di euro, oggetto della Conferenza Regione-Autonomie locali di mercoledì scorso, non è certo stata fatta in modo discrezionale. La Conferenza ha, infatti, stabilito di ammettere al riparto – da effettuare in base ai criteri riferiti alle funzioni essenziali – solo gli enti i cui bilanci sono in disequilibrio ma non in dissesto dichiarato. Siracusa, com’è noto, si trova in una condizione di grave dissesto, che non era, purtroppo, risolvibile in quella sede e con quelle risorse. Tuttavia, le è stato assegnato un contributo che ammonta a più di 5 mln di euro, di cui 4 mln nell’ambito della prossima tranche dei trasferimenti dell’Accordo sottoscritto con lo Stato a dicembre 2018. Inoltre, come già ribadito, il suo specifico caso sarà discusso nel dettaglio al Mef, durante l’convegno del prossimo 22 ottobre con il sottosegretario Villarosa. Ciò non significa disinteressarsi delle sorti dell’ente, semmai l’esatto opposto. Significa chiedere il rispetto dell’accordo raggiunto sulle ex Province, con l’eliminazione del prelievo forzoso, che ha messo in ginocchio i nostri enti, unitamente alla previsione di adeguati strumenti di parificazione”.

Parole che di fatto non sono state gradite né da Cafeo, né dai 5Stelle che a stretto giro di posta hanno replicato a quanto affermato dalla Grasso.

“L’assessore regionale alle Autonomie Locali venga a spiegare di persona ai lavoratori della ex provincia perché non potranno essere pagati i loro stipendi nonostante LR n.13/2019”, dicono nella piccata replica Paolo Ficara e Stefano Zito, parlamentare nazionale e deputato regionale del MoVimento 5 Stelle. “L’assessore Grasso – proseguono – spieghi anche perché si dovrebbe ricorrere a un’ulteriore legge speciale per il Libero Consorzio di Siracusa. E ancora, lo stesso assessore spieghi come dovrebbe fare Siracusa a utilizzare i fondi per gli investimenti, che sono vincolati proprio a quell’uso, per pagare gli stipendi. Quei fondi non si possono utilizzare a discrezione del libero consorzio. Sembra davvero curioso come suggerisca tale soluzione. Così come ci sembra strano che la maggior parte dei fondi siano andati a Messina. Guarda caso, proprio la città dell’assessore Grasso. E gli 11 milioni al comune Catania? Ma non dovevano servire solo ai liberi Consorzi e alle città metropolitane? Risponda anche a questa domanda. E poi venga a spiegare l’assessore a spiegare ai dipendenti e ai cittadini siracusani che pagano le tasse perché non dovrebbero avere stipendi, scuole sicure dove far andare i figli o strade decenti da percorrere. Forse solo perché già in passato il libero consorzio ha ricevuto altri aiuti? E di chi è la colpa del fallimento della provincia? Della politica che l’ha amministrata o dei lavoratori e dei cittadini siracusani?”.