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Trentacoste e Giarrizzo (M5s) intervengono sulla sanità ennese

“Secondo quanto affermato dall’assessore Razza, furono gli amministratori locali dell’Ennese e i vertici dell’Asp di Enna, la scorsa estate, a interferire sulla strategia del piano Covid provinciale, scritto dalla Regione. La notizia lascia attoniti per la gravità degli argomenti che svelano legami occulti e ‘procedure’ irrituali, frutto di interessi opachi, che hanno impedito la pianificazione sanitaria regionale in fase di emergenza”. Così, il senatore del Movimento 5 Stelle Fabrizio Trentacoste che commenta le dichiarazioni rilasciate dall’assessore regionale della Salute Ruggero Razza alla stampa.

“L’assessore della Salute – va avanti Trentacoste – dovrebbe rispondere unicamente alle esigenze sanitarie dei cittadini e non a logiche di “adiacenza” a sindaci e politici locali. Tali procedure e legami, che sembrerebbero confermati dalle dichiarazioni dell’assessore Razza, sono oggi al vaglio della Procura”.

Entrando, poi, nel merito del piano di intervento per far fronte alla seconda ondata di contagi nell’Ennese, il senatore e il deputato Andrea Giarrizzo, chiedono maggiore chiarezza, a vantaggio dei cittadini: “Un giorno apprendiamo che l’’Umberto I’ di Enna non sarà l’unico Covid center del territorio ennese e l’indomani si torna indietro con dichiarazioni di segno opposto; poi, vengono annunciati 70 posti letto Covid già pronti all’ospedale ‘Chiello’ di Piazza Armerina, ma in meno di due giorni si torna indietro per carenze della stessa struttura”.

Ancora sul Chiello, interviene il deputato Giarrizzo: “continuo a ricevere molte segnalazioni allarmanti che riguardano l’ospedale di Piazza Armerina. Diversi movimenti di reparti lascerebbero presagire la volontà dell’Asp di chiudere quel nosocomio: una previsione inaccettabile. Chiarisco che qualora fosse confermata tale intenzione, faremo di tutto per impedirlo. Una scelta del genere sarebbe assolutamente irresponsabile nei confronti dei cittadini dell’intera provincia che, invece, necessita di quel presidio ospedaliero”. 

“A tal proposito, – continua Giarrizzo – sto già predisponendo una nota formale da inviare all’assessore Razza e al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci per metterli al corrente delle segnalazioni che riguardano l’ospedale di Piazza Armerina”.

“Al contempo, – afferma Giarrizzo – ritengo anche io corretta la scelta che vede l’ospedale FBC di Leonforte, indicato per accogliere altri posti letto per pazienti covid meno gravi, mantenere il reparto di Medicina e il pronto soccorso. Una soluzione, questa, che tiene in considerazione le necessità dei comuni del comprensorio”.

Infine, Trentacoste torna sulle dichiarazioni dell’assessore Razza, con osservazioni sull’ex Ciss, da anni oggetto di attenzione da parte del Movimento 5 Stelle ennese. “Le affermazioni di Razza per cui i fondi per il completamento della struttura siano stati anticipati dalla Regione, attendendo ancora i finanziamenti nazionali, sembrano contrastare nettamente con quanto dichiarato dal Direttore Generale dell’Asp di Enna, Francesco Iudica, lo scorso aprile, in risposta alla richiesta di utilizzare l’ex Ciss per l’emergenza Covid, che avevamo avanzato allo stesso Direttore insieme a Cinzia Amato e Davide Solfato, ex consiglieri comunali M5S a Enna. I finanziamenti, già nella disponibilità della direzione Asp di Enna, forse non sono stati spesi per le diatribe politiche inerenti la destinazione dell’immobile e questa brutta questione dei Centri Covid nella nostra provincia, che trova conferma nelle dichiarazioni dell’assessore, dimostrano quello che abbiamo denunciato in questi anni, e cioè che la commistione tra politica e sanità è solo un danno per quest’ultima”.