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Governo M5S-Lega, il toto-ministri: i nomi per Palazzo Chigi

Dopo aver trovato la quadra sul contratto di governo, M5S e Lega devono ora definire il premier e la squadra dei ministri. Nelle ultime ore ha preso sempre più corpo lʼipotesi di un esecutivo guidato da un presidente del Consiglio 5 Stelle. La rosa dei possibili candidati è composta da diversi nomi: in pole ci sono Danilo Toninelli, Vito Crimi, Riccardo Fraccaro, Aflonso Bonafede e Emilio Carelli. Il primo è lʼuomo che più si è occupato di riforme e di legge elettorale, il secondo è stato il primo capogruppo M5S, il terzo e il quarto sono fedelissimi di Luigi Di Maio, che resta comunque in corsa per la poltrona di Palazzo Chigi nonostante le smentite. Carelli, invece, ha detto di essere "a disposizione". Un ministero chiave come quello degli Esteri potrebbe essere affidato a un "esterno" come Giampiero Massolo, ambasciatore alla guida di Fincantieri. Di Maio potrebbe diventare Ministro del Lavoro mentre Salvini andrebbe al Viminale con delega ai Servizi segreti. Il dicastero della Giustizia potrebbe essere affidato ad Alfonso Bonafede del M5S. In alternativa, tra i leghisti, è pronto Nicola Molteni. Il capogruppo Lega alla Camera, Giancarlo Giorgetti, già indicato nei giorni scorsi come possibile premier, sembra vicino al ruolo di ministro dello Sviluppo mentre al collega Gian Marco Centinaio potrebbe essere affidato il Turismo. Tra le donne si fa il nome della leghista Lucia Borgonzoni per lʼAmbiente.

Dopo aver trovato la quadra sul contratto di governo, M5S e Lega devono ora definire il premier e la squadra dei ministri. Nelle ultime ore ha preso sempre più corpo l'ipotesi di un esecutivo guidato da un presidente del Consiglio 5 Stelle. La rosa dei possibili candidati è composta da diversi nomi: in pole ci sono Danilo Toninelli, Vito Crimi, Riccardo Fraccaro, Aflonso Bonafede e Emilio Carelli. Il primo è l'uomo che più si è occupato di riforme e di legge elettorale, il secondo è stato il primo capogruppo M5S, il terzo e il quarto sono fedelissimi di Luigi Di Maio, che resta comunque in corsa per la poltrona di Palazzo Chigi nonostante le smentite. Carelli, invece, ha detto di essere "a disposizione". Un ministero chiave come quello degli Esteri potrebbe essere affidato a un "esterno" come Giampiero Massolo, ambasciatore alla guida di Fincantieri. Di Maio potrebbe diventare Ministro del Lavoro mentre Salvini andrebbe al Viminale con delega ai Servizi segreti. Il dicastero della Giustizia potrebbe essere affidato ad Alfonso Bonafede del M5S. In alternativa, tra i leghisti, è pronto Nicola Molteni. Il capogruppo Lega alla Camera, Giancarlo Giorgetti, già indicato nei giorni scorsi come possibile premier, sembra vicino al ruolo di ministro dello Sviluppo mentre al collega Gian Marco Centinaio potrebbe essere affidato il Turismo. Tra le donne si fa il nome della leghista Lucia Borgonzoni per l'Ambiente.