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Governo M5s e Lega, lʼintesa vacilla | Ancora un vertice Salvini-Di Maio per evitare flop

Di Maio: "Si punta a chiudere entro mercoledì". Salvini: "LʼUe stia zitta sui migranti". M5s: "Più ci attaccano, più ci motivano"

Europa, Grandi opere, più in generale programma, ma soprattutto c'è sempre il nodo premiership a minacciare, prima della sua nascita, il futuro governo gialloverde. M5s e Lega vivono forse la loro giornata più critica da quando è iniziata la trattativa di governo. Sulle perplessità arrivate dall'Ue, criticate da Salvini, Di Maio dice: "I vincoli europei vanno rivisti. Dialogando ma vanno rivisti. Ma il leader del Carroccio precisa: "Sul tema Europa siamo ancora distanti".

Il nome del premier, al momento, non si sa anche perché nel frattempo "nel contratto ci sono punti da dirimere", come ammette Luigi Di Maio al termine di un vertice, lontano dalla Camera e da occhi indiscreti, con Matteo Salvini. Un faccia a faccia convocato nel tardo pomeriggio di martedì, proprio per tentare di smussare una tensione che rischia di essere fatale.

Di Maio: "Mercoledì forse si chiude" - Una tensione che sembra perdere virulenza dopo il faccia a faccia tra i due leader, tanto da fare annunciare a Di Maio: "Mercoledì forse riusciamo a chiudere il contratto e poi da lì si parte".

La bozza del contratto - Il tavolo tecnico si riunisce di prima mattina alla Camera e comincia dai punti, se vogliamo, meno conflittuali: università, turismo, cultura. Ad un certo punto, uno dei membri della delegazione M5s esce con un plico: è la bozza aggiornata del contratto di governo. Ventidue punti dei quali poco meno di dieci sottolineati in rosso. Sono quelli i temi su cui M5s e Lega non vogliono cedere il passo, punti cruciali, come l'atteggiamento da tenere nei confronti dell'Ue su migranti e vincoli sul deficit, il piano di realizzazione di Grandi Opere come Tav o Pedemontana (grandi nemici del M5s fino a qualche mese fa) o il mantenimento dell'irreversibilità dell'euro.

Lega-M5s: "Bozza contratto superata" - Un punto, quest'ultimo, che secondo una bozza diffusa dall'Huffington Post sarebbe stato confutato inserendo l'obiettivo di giungere a procedure specifiche che permettano ai singoli Stati di "recuperare la propria sovranità monetaria". La bozza diffusa è "vecchia, la moneta non è in discussione", si affrettano a precisare M5s e Lega. Ma la loro smentita non cancella la tensione tra i due partiti sull'Ue, con il Movimento a vestire i panni più europeisti e la Lega per nulla convinta dallo smussare le promesse sovraniste fatte in campagna elettorale.

FT: "I barbari sono a Roma" - Se sarà governo giallo-verde, la relazione tra Roma e Bruxelles diventerà complicata. Lo si capisce ascoltando le parole di tre diversi esponenti della Commissione europea, e leggendo un editoriale del Financial Times, vangelo delle elite finanziarie, secondo cui con Lega e M5s "i barbari sono scesi a Roma". Dall'Europa il messaggio arriva chiaro e tondo. Uno dei vicepresidenti della Commissione, Valdis Dombrovskis, sottolinea che "l'approccio alla stabilità finanziaria deve rimanere nel corso attuale, riducendo gradualmente il deficit e riducendo gradualmente il debito pubblico".

Ue, i nodi del deficit e debito italiano - Dombrovskis, insomma, ricorda che Roma si è impegnata ad abbassare, poco a poco, deficit e debito. "E' molto chiaro - sottolinea l'ex premier della Lettonia - che nell'attuale periodo di crescita economica l'Italia deve mettere il suo debito su una traiettoria discendente", aggiunge il commissario.

Sulla bozza, poi, attacca anche il Pd per il quale il "contratto pericoloso per lo Stato". Tra i punti inclusi nella bozza ecco inoltre il taglio alle pensioni d'oro, un ruolo forte assegnato alla Cdp (vero pallino del Movimento) e la richiesta di cancellare 250 miliardi di debito alla Bce. Compare anche l'istituzione di un Comitato di Riconciliazione formato dai membri dei due partiti di governo e pronto a intervenire laddove le divisioni attuali si ripropongano all'intimo del Consiglio dei Ministri. L'impressione è che, al momento, il fallimento dell'accordo non convenga né al M5s né alla Lega ma in queste ore è soprattutto il primo ad esortare la seconda a non far saltare tutto con Di Maio che, in un video su Facebook, lancia quasi un ultimo appello alla Lega: "E' il momento del coraggio". Sulla premiership "non può essere tecnica, deve essere politica", è il ritornello che filtra da chi segue la trattativa.