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Pensioni, tensione M5s- Lega | Castelli: "Da gennaio minime a 780 euro" | Brambilla: "Così si spacca il sistema"

"Sono totalmente contrario. Se io fossi un artigiano, un commerciante, un imprenditore, non verserei più, tanto se poi devo prendere 780 euro...", ha quindi spiegato lʼesperto di previdenza vicino al Carroccio

"Spacchiamo il sistema". Così Alberto Brambilla, esperto di previdenza vicino alla Lega, boccia la possibilità di portare da gennaio le pensioni minime a 780 euro annunciata dal viceministro 5Stelle all'Economia, Laura Castelli. "Sono totalmente contrario. Se io fossi un artigiano, un commerciante, un imprenditore, non verserei più, tanto se poi devo prendere 780 euro...", ha spiegato Brambilla.

La "soluzione Brambilla" per quota 100 - Brambilla, che sta tirando i fili della riforma delle legge Fornero, boccia quindi sonoramente l'idea della pensione di cittadinanza da 780 euro con cui i Cinquestelle vorrebbero accompagnare il ricavo. Dal palco delle "Giornate del lavoro" della Cgil, il consulente spiega invece quale potrebbe essere la soluzione per "quota 100". Il costo dell'uscita dal lavoro a 62 anni con 38 di contributi potrebbe essere compensato "facendo operare i fondi di solidarietà ed i fondi esubero, sul modello di quanto gia'à accade con grande successo il settore del credito e delle assicurazioni", ha spiegato.

Cottarelli: "Ok fondi se imprese si accollano costi" - Un'ipotesi quest'ultima che sembra non dispiacere all'economista Carlo Cottarelli. "Il costo viene fatto ricadere sulle imprese. Se le imprese sono disposte a farlo... si può fare, ma le imprese devono essere disposte ad accollarsi il costo". Da un lato è però difficile in un sistema imprenditoriale già troppo gravato da costi, ha quindi aggiunto Cottarelli, dall'altro le imprese possono anche "avere dei vantaggi nel vedere i lavoratori andare in pensione prima, e magari sono disposte a contribuire a questo prepensionamento".