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Regionali Sicilia, sfida allʼultimo voto M5s-centrodestra

Si chiude la campagna e, nellʼultimo giorno prima del silenzio elettorale, sfida a distanza tra i candidati

Ultimi comizi per la Sicilia chiamata al voto per le regionali. In piazza l'affondo di Grillo con Di Maio per spingere Cancelleri alla conquista di Palazzo d'Orleans. Nel centrodestra, la sfida per la leadership prevale sul "patto dell'arancino". Nel Pd si teme il crollo nelle urne e per questo la minoranza è pronta a discutere Renzi. Domenica seggi aperti nell'isola dalle 8 alle 22.

Nell'ultimo giorno prima del silenzio elettorale, Beppe Grillo e Davide Casaleggio sbarcano in Sicilia per sostenere Giancarlo Cancelleri per una sfida all'ultimo voto con il candidato del centrodestra Nello Musumeci, sostenuto da una coalizione ancora non solidissima. A sinistra l'outsider Claudio Fava insidia Fabrizio Micari, il candidato di Pd e Ap.

Il 5 novembre si vota "per la liberazione della Sicilia", incalza Luigi Di Maio che, via radio, si lancia in un appello in dialetto: "Siciliani, picciotti, am'a votari duminica". Nel M5S la certezza è che più gente andrà a votare domenica più aumenteranno le possibilità di vittoria. "Non è che chi si candida con noi diventa un supereroe ma da noi carriera non la fa neppure uno, gli altri partiti appena li arrestano li candidano", spiega Cancelleri annunciando che non presenterà tutta la squadra degli assessori: "Lo farò martedì: non voglio trasformare persone competenti in bersagli". La percezione, nel M5S, è che nell'era del Rosatellum il movimento possa avere più vento in poppa per il 2018: "Se voteranno per noi vedrete come la legge delle ammucchiate sara' uccisa nella culla", attacca Di Maio.

Micari chiude la sua campagna a Palermo con Matteo Richetti e Maurizio Martina anche se sul rettore palermitano pesa una campagna quasi "in solitudine", con Matteo Renzi giunto in Sicilia solo per una toccata e fuga.

Pier Luigi Bersani e Nicola Fratoianni vanno invece a Palermo per la chiusura del loro candidato Claudio Fava. "Da qui può partire una bella spinta per l'Italia", sottolinea l'ex segretario Dem prima di incrociare, nella centrale via Maqueda, i big M5S. E Fava, alla fine, potrebbe rilevarsi un outsider determinante sia nella distanza che lo separerà da Micari sia nella prospettiva di un appoggio a Cancelleri. Mentre c'è chi, nella Sinistra, guarda anche alle possibili ripercussioni nazionali delle perfomance di Micari e Fava. Ripercussioni che potrebbero giungere anche nel Pd e nei centristi. "Noi abbiamo liste pulite e siamo seri, le chiacchiere le lasciamo agli altri", è l'ultimo appello di Angelino Alfano, leader di Ap che, come tutti gli altri, in Sicilia si gioca tantissimo.

"Vinceremo in Sicilia e alle Politiche", assicura Silvio Berlusconi, che continua ad attaccare il M5S: "Votarli è masochismo, è un partito pauperista e giustizialista". Mentre un semi-endorsement ai pentastellati arriva dal governatore uscente Rosario Crocetta. "Chi voterei se non ci fosse Micari? Sicuramente nella lista di Cancelleri non ci sono impresentabili", osserva.