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GUIDONIA – Crisi M5S, il sindaco Barbet querela il senatore ex grillino Giarrusso

Oggetto del contendere è la “Mafia”, un termine di cui tre anni fa si sono riempiti la bocca in campagna elettorale lanciando accuse a destra e a manca fino a convincere l’elettorato che Guidonia Montecelio fosse Corleone e loro i salvatori della Patria.
Oggi il sindaco Michel Barbet sembra essere vittima di quella stessa strategia grillina che a giugno 2017 lo portò a vincere le elezioni comunali sostenuto anche dal Senatore Mario Michele Giarrusso, nel 2018 eletto onorevole nel M5S e ora passato alla Lega.
Con la delibera numero 67 approvata ieri pomeriggio, giovedì 30 luglio, la giunta ha dato mandato all’Avvocatura comunale di querelare Giarrusso, “padre putativo” di Davide Russo, ex vice sindaco e assessore, per tre anni considerato dai portavoce guidoniani un totem della Legalità prima di bollarlo come “traditore” e cacciarlo dalla giunta.
Ieri a firmare il mandato per la querela a Giarrusso sono stati gli ex colleghi di Russo, il vice sindaco Chiara Amati e gli assessori Antonio Correnti, Elisa Strani, Andrea Saladino e Nicola Sciarra.
Il senatore avrebbe diffamato l’immagine e l’onorabilità dell’Ente con un post pubblicato nel suo profilo Facebook lo scorso 14 luglio intitolato “Guidonia Montecelio ovvero dove la legalità non è ben vista”.
“Il sindaco di Guidonia – scrisse Giarrusso – ha cacciato via l’assessore alla legalità Davide Russo colpevole soltanto di aver preteso il rispetto della legge e la lotta alla illegalità diffusa e mafiosa.
Il sindaco di Guidonia dovrebbe manifestare pubblicamente, per condividerle con i cittadini, le più esaurienti, complete e convincenti motivazioni che lo hanno spinto a cacciare Davide Russo, oppure deve dimettersi.
Ho già chiesto di chiamare l’ex assessore Davide Russo in commissione antimafia, per riferire sullo stato del contrasto alle mafie nel comune di Guidonia.
L’antimafia si fa con gli atti ed i fatti concreti e non con i selfie e le passerelle.
Quelle, le passerelle e i selfie, le fanno pure i mafiosi”.